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Heavy Metal Is The LawATTENZIONE: per il linguaggio usato e i temi trattati (sarcastici, eretici, osceni, sovversivi e molto trash) questo blog potrebbe risultare sconveniente ed offensivo. La lettura è sconsigliata a chiunque conservi almeno un briciolo di buon gusto. May 31 Non addio, ma arrivederci...Hola a todos, ho due notizie fresche fresche per voi internauti quest'oggi: una buona e una cattiva. La notizia cattiva è che, ahimè, la lunga avventura di questo space è arrivata alla fine. Per varie ragioni che non sto qui a specificare, ho dovuto cambiare l'account di messenger (a tal proposito ricordo, a chi ancora non l'abbia fatto, di cancellare il mio vecchio contatto e di accettare quello riportato nel nick), e non potendo modificare l'indirizzo di riferimento del blog, l'unica cosa che rimaneva da fare era aprirne uno nuovo; in caso contrario, ogni futuro aggiornamento non sarebbe stato visibile, e io avrei continuato a scrivere per eoni ed eoni, senza che nessuno mi cagasse. Ma veniamo alla buona notizia: ho il (dubbio) piacere di annunciarvi l'apertura di uno space nuovo di zecca, al seguente indirizzo: http://museorosenbach.spaces.live.com/ . Per adesso non c'è ancora un cazzo, perchè è appena nato; conto comunque di mantenere una sorta di filo conduttore con il vecchio "Heavy Metal Is The Law". Innanzitutto, importerò qualche foto e qualche elenco, quelli più rappresentativi, diciamo; lascerò poi ben visibile in homepage il link al vecchio space, in modo che i - pochi - aficionados possano farsi un giro a rileggere gli interventi passati, qualora lo desiderino; interventi che, di tanto in tanto e senza un preciso criterio, ripubblicherò, in una sorta di operazione amarcord. Che dire... non resta che salutarvi e darvi appuntamento in questa nuova dimensione all'insegna del trash e della totale inutilità. Perchè nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma. A presto! May 22 Asse Milano-RomaAve, miei prodi internauti, vi riporto una spassosissima lettera pubblicata sul forum di Maura Laura Rodotà, sul sito del Corriere Della Sera (http://forum.corriere.it/avanti_pop/) Che dire... i pregiudizi galoppano, ma questi fanno sempre ridere. Per tutti i Romani che hanno lavorato e vissuto a Milano e viceversa.... 1 - Il milanese ha un concetto molto personale e relativo delle distanze. Se vi dice con aria preoccupata: "Accidenti, dobbiamo andare dall'altra parte di Milano!", vi porterà a destinazione in massimo venti minuti, senza sbuffare. Se un romano vi dice: "Aho', dovemo annà dall'artra parte de Roma!" e sono le undici di mattina, ci vorrà un'ora e un quarto; se sono le sette di mattina, ci vorranno due ore; se sono le sei del pomeriggio, la tabella di marcia prevede una notte in un qualsiasi Motel Agip sul raccordo anulare. 2 - A Milano, durante le pause pranzo, al tavolino a fianco sentirete parole come "marketing", "conference call", "planning", "account manager", "forecasting". A Roma, durante le pause pranzo sentirete dire: "Totti", " 'Tacci de Veltroni", "Totti", " 'Tacci de Lotito", "Totti", " 'Tacci dell'arbitro", "Totti", o anche argomenti che esulano dal pallone, quali: " 'Tacci de 'sti zingari nun se ne po' più". 3 - A Milano si chiama "brunch". A Roma è, semplicemente: "S'annamo a magnà quarcosa?". A Milano si chiama "Aperitivo". A Roma è, semplicemente: "S'annamo a beve quarcosa?". A Milano è "brieffare", a Roma "Se vedemo così te spiego"; a Milano una cena è "easy", a Roma è "Viè vestito come cazzo te pare"; a Milano è "sabato vado a cena con la mia ragazza di default", a Roma è "Sabato vado a cena con la mi regazza, du cojoni"; a Milano una festa ha il suo mood e la gente è stilosa, a Roma una festa ha i suoi imbucati e se a una ragazza dici "Come sei stilosa!" ti risponde "Stilosa sarà tu sorella". 4. A Milano, di norma, al ristorante gli orientali sono in giacca e cravatta a discutere d'affari con una bottiglia di vino da cento euro sul tavolo. A Roma, di norma, se c'è un orientale in un ristorante, o sei al cinese o ti lascia un accendino a forma di ranocchio sul tavolo. 5. Per i milanesi un furgoncino fermo al semaforo è traffico. Per il romano un tir ribaltato ad un incrocio, con sette volanti della polizia, due camion dei pompieri a spegnere il fuoco e quindici veicoli coinvolti in un tamponamento con sei feriti gravi, è, notoriamente, strada sgombra. Alla prossima! Viking May 10 Antologia PalatinaVI - 6 Io che fiera ridevo della Grecia, che avevo sciami di giovani amanti nel vestibolo, io Laide, qui alla dea di Pafo dedico ora questo specchio. Io non voglio vedermi come sono, e come fui non posso. (Platone) VII - 455 Qui sta la vecchia ubriacona Maronide, rovina della bottiglie di vino. Sulla sua tomba c'è un calice attico, simbolo noto a tutti. Si lamenta anche sottoterra: non per i figli o il marito lasciati senza nulla. Piange solo per il calice vuoto. (Leonida) VII - 471 E dicendo: "Addio sole" Cleòmbroto di Ambràcia si lanciò dall'alto muro nell'Ade. Non per male degno di morte, ma dopo aver letto un solo scritto di Platone: quello intorno all'anima. (Callimaco) VII - 478 Chi sei? Di chi sono le ossa che affiorano dalla cassa socchiusa, scoperte, sulla via? Contro la lapide, sulla fossa strisciano di continuo e pietosamente l'asse e la ruota del carro dei viandanti. O infelice, i carri hanno stritolato ormai pure i tuoi fianchi. Nessuno verserà per te una lacrima. (Leonida) VII - 492 Amata patria, o Mileto, morimmo, negandoci agli ignobili furori dei barbari Galli, noi tre fanciulle della città, che la tremenda guerra costrinse a eguale sorte. Non patimmo nè bestiale violenza nè giuste nozze, ma in Ade trovammo lo sposo, il difensore. (Anite) IX - 151 Dov'è la tua bellezza mirabile, o dorica Corinto? E le corone delle tue torri e le antiche ricchezze, i templi degli dèi, i tuoi palazzi? Dove le tue donne, dove le folle immense del tuo popolo? Nemmeno un segno rimane di te, infelicissima! Divorò tutto a rapina la guerra. Solo noi Nereidi, figlie di Oceano, immortali, come alcioni, siamo rimaste a piangere le tue sventure. (Antipatro di Sidone) IX - 294 "O Leonida, ti manda Serse questo mantello di porpora, quale onore alla tua gloria." "No, non a me, datelo a un traditore! A me basta lo scudo anche da morto. Non voglio sontuosi paramenti funebri." "Ma sei morto, anche tra i morti sei rimasto nemico dei Persiani?" "Non muore amore della libertà." (Antifilo) X - 72 Non è che commedia la vita e gioco. O lasci la saggezza e impari il gioco, o sopporti i dolori. (Pallada) XI - 46 Quando beviamo, la sera, siamo uomini; e belve all'alba: l'uno contro l'altro. (Automedonte) April 30 TRIO METALLO: a new era!Oggi ho una vera chicca per voi: coloro che già conoscono e amano il Trio Monnezza sapranno di cosa parlo, coloro che non lo conoscono lo capiranno dopo aver visto il link; in ogni caso si tratta della nascita di un nuovo, magico trio!
Il progetto è nato oggi in università: alcuni miei neuroni si annoiavano, e invece di ideare un metodo per estrarre petrolio dalle barbabietole, o più semplicemente per passare l'esame di Fondamenti, hanno creato l'idea del trio e i profili dei tre membri. Beati loro, si divertono con poco.
Per ora ci sono solo i profili, ma non escludiamo eccitanti progetti futuri. Di sicuro, nel caso, saranno trash.
Orsù, non indugiamo! Vi lascio il compito di scoprire chi sono nella realtà i tre personaggi misteriosi XD
EPIC
Epic (Dario O.) a prima vista sembra tutto fuorchè una persona normale, ma osservando meglio vi accorgerete che in effetti non lo è: ogni minimo dettaglio della sua persona, dall'abbigliamento - rigorosamente nero e borchiato - all'odio viscerale che nutre nei confronti di truzzi ed emo, trasuda epicità, in pieno stile Manowar. Appassionato assoluto di manga, vanta esoterici poteri: esercita un notevole fascino nei confronti di gotiche e dark, e ai concerti, le sue mani tentacolari attraggono magneticamente ogni oggetto lanciato dal palco.
FOLK
Folk (Dario T.) è un interprete della vita in chiave celtica. Vive in una capanna in un bosco inaccessibile ai comuni mortali, e quando interagisce con la civiltà, lo fa armato di mantello, bastone druidico, pipa e corno. Essendo celtico dentro, il nostro eroe (con l'aiuto di un po' di sidro, della buona musica e degli amici altrettanto pazzi) è in grado di trasformare qualunque innocente festa nel devasto pagano più totale.
VIKING
Viking (Andrea T.) vive la propria esistenza in tempi dispari. Ha un rapporto tormentato con il proprio corpo, che mira a distruggere con l'abuso di pringles, sigarette e birra d'abbazia. La rude fierezza vichinga ben si sposa con la sua avversione per la cristianità e la sua sfiducia nel genere umano, ma sa essere di buona compagnia, a patto che non gli venga messo un volante in mano, e non gli si chieda di parlare del prog italiano anni '70, su cui è in grado di tenere discorsi interminabili e noiosissimi.
Ovviamente ringrazio le amiche del Trio Monnezza per l'involontaria ispirazione, e anche la facoltà di Psicologia: il presente testo è la prova empirica di quanto nuoccia alla salute.
April 20 Marcia nuzialesetting: Hellcome Back Jack 4, un pub-che-non-mi-ricordo-come-si-chiama vicino a viale Marche
cast: il Sacerdote: Andrea, ovvero me stesso medesimo;
lo sposo: Danny
la sposa: Sara
testimoni di nozze: Cecilia e Livia del Trio Monnezza
A: "In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti suini, amen!"
D: "LAY DOWN YOUR SOUL TO THE GODS ROCK 'N' ROOOOOOL!!!" A: "Padre nostro, che sei nei cieli... restaci!" (risate) A: "Cari fratelli, siamo qui riuniti per celebrare il matrimonio satanico, tra i qui presenti Daniele Castelli..." D: "Woooaaaaahh!!" A: "... e Sara Silvera Darnich. Daniele, vuoi tu prendere la qui presente... eccetera eccetera, come tua legittima sposa; prometti di amarla e rispettarla in salute e in malattia, in abbondanza e in carestia, in coda e con l'autostrada libera, in gioia e in scazzo; prometti di mantenerla con un lavoro decoroso, o più probabilmente colluso con la mafia; prometti di esserle sempre fedele, nonostante le avances di esseri viventi più vicini ai celenterati che agli esseri umani; prometti di non ricoprirti eccessivamente di ferraglia, soprattutto quella regalata dal tuo fratello maggiore; prometti soprattutto di mantenere immutati i tuoi SENTAMENTI..." D: "Sentamenti??" A: "... nonostante l'uso pesante di alcol e droghe vicine all'eroina; tutto questo finchè morte o coda al casello di Melegnano non vi separi?" D: "Lo voglio!" A: "Bravo! Sara, vuoi tu prendere il qui presente Daniele, detto "Mantas", Castelli, come tuo..." S: "Perchè Mantas?!?" A: "Era uno dei Venom... non chiedermi che strumento suonasse, tanto non li sapevano suonare... come tuo legittimo sposo; prometti di amarlo e rispettarlo in tutte le eventualità fin qui citate; prometti di essergli sempre fedele, nonostante indossi magliette degli Immortal BIANCHE! E questo è un reato peggiore che bestemmiare in chiesa; prometti di passare oltre ai momenti in cui si metterà a cantare Welcome To Hell sotto la doccia..." D: "LAY DOWN YOUR SOULS TO THE GODS ROCK 'N' ROOOOOOL!!!" A: "... che peraltro era Black Metal, coglione!" D: "Non la so Welcome To Hell..." A: "... prometti di ignorare i momenti in cui confonderà le canzoni dei suddetti gruppi; ma soprattutto, prometti di amarlo e rispettarlo, nonostante i suoi evidenti limiti fisici, soprattutto mentali, ma citerei anche quelli sessuali..." D: "No, quelli no..." A: "... che ho letto su Metro che hanno una certa rilevanza, ma del quale non mi dilungherò; prometti soprattutto di essergli sempre fedele, nonostante in effetti le probabilità siano più a tuo favore... finchè morte o guerra israelo-palestinese non vi separi?" (silenzio) S: "Lo voglio!" A: "Ci hai pensato troppo, ma passeremo oltre. Con l'autorità conferitami dalla 2^G del liceo classico Giuseppe Parini di Milano..." L&C: "E da Burzum!" A: "... e da Burzum, che, per inciso, dobbiamo sbrigarci, prima che veda che qua c'è una chiesa e quindi agisca di conseguenza... io vi dichiaro... (indicando Sara) MARITO (indicando Danny) E MOGLIE!" S: "Perchè?!?" A: "Lo sposo può baciare la sposa, in modo discreto perchè siamo in un luogo pubblico, brutti maiali!" (si baciano) April 10 Γνωθι Σεαυτόν(traduzione per i non classici: "gnòthi seautòn", conosci te stesso)
Ma salve! Vi ricordate quando, mesi fa, dicevo che non avrei più postato inutili quiz/test su questo blog? Ecco, era una balla.
Questo però è un po' diverso: innanzitutto non è propriamente su questa pagina, ma è un link; secondo, sarete voi a dover rispondere alle domandine che ho preparato. Proprio così, sono 10 semplici domande sulla mia persona, con punteggio finale. Chi dovesse azzeccarle tutte vince una birra, gli altri possono scegliere tra una stretta di mano e un calcio negli zebedei, a seconda di come vi aggrada.
Ecco il link:
Per darvi un'idea, mia madre ha svolto il quiz in separata sede, e ha fatto due errori... ha optato per la stretta di mano.
Buon divertimento!
(no, il titolo dell'intervento non c'entra un cazzo, però suonava bene XD)
April 07 Canzoni #2Black Sabbath - Heaven And Hell from "Heaven And Hell" (1980). Music by Black Sabbath; lyrics by R. J. Dio. Sing me a song, you're a singer Do me a wrong, you're a bringer of evil The Devil is never a maker The less that you give, you're a taker So it's on and on and on, it's Heaven and Hell, oh well The lover of life's not a sinner The ending is just a beginner The closer you get to the meaning The sooner you'll know that you're dreaming So it's on and on and on, oh it's on and on and on... It goes on and on and on, Heaven and Hell I can tell, fool, fool! Well if it seems to be real, it's illusion For every moment of truth, there's confusion in life Love can be seen as the answer, but nobody bleeds for the dancer And it's on and on, on and on and on.... They say that life's a carousel Spinning fast, you've got to ride it well The world is full of Kings and Queens Who blind your eyes and steal your dreams It's Heaven and Hell, oh well And they'll tell you black is really white The moon is just the sun at night And when you walk in golden halls You get to keep the gold that falls It's Heaven and Hell, oh no! Fool, fool! You've got to bleed for the dancer! Fool, fool! Look for the answer! Fool, fool, fool! April 02 A day with Tokio Hotel... no, non sono diventato una di quelle ragazzine urlanti che affollano i concerti bramando il corpo del loro idolo.
Semplicemente, questo intervento è il risultato di una mia recente riflessione. Chi mi conosce, anche vagamente, sa quanto io sia appassionato della musica cosiddetta "hard and heavy", e di gran parte dei suoi generi derivati, e quanto profondamente disprezzi la musica "commerciale" che riempie televisioni, radio e locali (e per "commerciale" intendo pop alla Mtv, hip-hop, dance, house ecc.). Ai primi posti della mia personale lista nera, campeggiano fieri i Tokio Hotel.
Devo però confessare che la mia tenace antipatia verso di loro è dovuta più che altro alla fama (ingiustificata) di cui godono, e al ridicolo look del/della loro cantante (ma è davvero un maschio???); non mi sono mai messo seriamente ad ascoltare le loro canzoni, salvo i singoli che girano in televisione. Ma sono sempre stato del parere che qualsiasi cosa (un gruppo musicale, un libro, un dipinto, un programma tv, anche una persona in fondo) può starmi sul cazzo anche a pelle, ma perchè io possa dire di ODIARLA davvero, devo conoscerla abbastanza bene da motivare il mio odio con dati concreti. I Tokio Hotel non fanno eccezione. Per questo, ho fatto una veloce ricerca su internet, ho identificato un album idoneo ("Scream", uscito l'anno scorso, che essendo il primo album interamente in inglese, è quello che di fatto ha riscosso maggior successo internazionale), l'ho scaricato e l'ho ascoltato con la mente libera da pregiudizi, mettendomi idealmente nei panni di un recensore che si trova in mano la demo di un gruppo sconosciuto. Ascoltiamoli allora, questi Tokio Hotel. L'album parte con la title-track, "Scream": un duro e corposo riff iniziale mi fa ben sperare, ma subito la canzone si assesta su ritmi abbastanza lenti e blandi, con un bridge decisamente anonimo ("na-na-na-na-nananana-na...") e un ritornello che intensifica leggermente ritmo e volume, pur senza il minimo intermezzo strumentale. Si prosegue con "Ready, Set, Go!" e "Monsoon", due dei tre brani scelti come singoli: sfortunatamente si tratta di due brani costruiti sulla stessa, identica melodia, leggermente rallentata in "Monsoon". La cosa si evince dalle linee vocali delle strofe ma soprattutto dai riff di chitarra; la sola nota positiva si riscontra in "Ready, Set, Go!", che vanta qualche timido cambio di tempo.
"Love Is Dead" si discosta dalle precedenti tracce per melodia, ma non per struttura: strofe lente cantate con un timbro basso, e ritornelli energici e "urlati". L'album non presenta grandi sorprese: nessuno spazio viene concesso a variazioni e tecnicismi, anche a causa della breve durata dei brani (nessuno superiore ai 5 minuti); estremamente regolare e cadenzata la batteria, quasi non pervenuto - salvo pochi brevi sprazzi - il basso, voce discreta ma che si assesta sempre su livelli ben definiti, quasi come se avesse paura si improvvisare qualcosa di "diverso".
In questo mare di monotonia, le poche cose che si salvano sono "Don't Jump", con un'intro di chitarra che ricorda MOLTO vagamente certe ballad dei Metallica periodo-Black Album, e una breve parte strumentale (impossibile definirla "assolo") con delle tastiere in sottofondo, che dimostrano come ci sia un minimo di ispirazione al pop-rock in voga a fine anni '90; e "Break Away", aperta da un esplosivo riff di chitarra e mantenuta per la sua - breve - durata su buoni livelli di melodia e potenza: a fine album, risulterà il pezzo più "rock", e inevitabilmente il migliore (o il meno drammatico). Che altro dire... ognuno di questi brani, singolarmente, può anche risultare ascoltabile (che, intendiamoci, è un concetto sideralmente lontano da "bello"), ma tutti insieme evocano una fortissima sensazione di deja-vu, di ripetizione, di piattezza. Questo dal punto di vista musicale; i testi (sempre che siano stati scritti dalla band stessa... ricordiamo che quest'album contiene versioni in inglese di brani già scritti in tedesco) non sfuggono allo stesso problema: si passa da vaghi e canonici testi d'amore, a espressioni di disagio emotivo, a imprecisati pseudo-inni alla ribellione contro un sistema opprimente (abbastanza ridicolo in sè, considerando come questi gruppi traggano il proprio successo commerciale dalla placida acquiescenza delle masse, ipnotizzate dalla tv). Nulla di nuovo comunque, ogni singolo elemento è già stato riproposto più volte nel genere. La giovanissima età dei membri del gruppo (nati tra il 1987 e il 1989), ancora in tempo per affinare capacità tecniche e di songwriting, costituirebbe una parziale scusante per la bassa qualità del lavoro... la domanda è: perchè dovrebbero migliorare, quando ormai pubblico e case discografiche hanno costruito il mito e decretato il loro successo? Voto: 45
Parlando brevemente d'altro: no, non mi sono tagliato veramente i capelli, era uno scherzone. Sì, l'esame di lunedì è andato di merda. No, non so quando lo ridarò. Comunque devo prima pensare agli esami di Biologia e Genetica, a fine aprile. Bella merda....
April 01 Fine di un'era.... ebbene sì, anche le cose più belle hanno una fine. Mi sono divertito per qualche anno a fare il selvaggio capellone, scapocciare ai concerti, e via dicendo: era una cosa che progettavo di fare fin dalle medie, e ora posso dire di essermi tolto lo sfizio. Già, perchè questi capelli lunghi stanno diventando troppo faticosi da sopportare: una vita per asciugarli, si sporcano, si riempiono di nodi, cadono in quantità industriale sul pavimento (accompagnati dalle imprecazioni di chi il pavimento lo deve pulire, lol)... in una parola: danno fastidio. E così stamattina, dopo l'esame, senza dire nulla a nessuno, sono andato dal mio parrucchiere (dove avevo preso appuntamento nei giorni scorsi), e li ho fatti tagliare. Un taglio netto, deciso, senza vie di mezzo che fanno solo male e acutizzano la nostalgia. L'ebbrezza l'ho provata, ora è tempo di tornare alla normalità: ovviamente le critiche di chi mi accuserà di "essere poser" e aver "tradito la causa" mi entreranno da un orecchio e mi usciranno dall'altro, le opinioni altrui contano ma fino a un certo punto. Magari a qualcuno, che mi ha conosciuto quando ormai la mia testa era inesorabilmente sormontata da una fluente chioma, risulterà difficile abituarsi al mio nuovo look: cosa vi devo dire... è difficile anche per me farmene una ragione; oggi continuavo a toccarmi la testa e non mi sembrava vero non sentire più quel morbido e confortante tappeto di capelli... ma, come si dice, l'abito non fa il monaco, giusto? Sono sempre io, in una veste solo apparentemente più conformista. Direi che ho speso abbastanza parole, fidatevi che il senso di perdita che avverto è difficile da spiegare. Ma è qualcosa che andava fatto, e l'ho fatto, da uomo, senza voltarmi indietro. Anche se, d'ora in poi, non sarà più la stessa cosa addormentarmi sul cuscino e non sentire più quel tiepido tepore sulla guancia.... .... non ditemi che ci avete creduto sul serio? PESCE D'APRILE!!!! UAHUAHAUHUAUHUAHUAHAUHAHUAHUAHA!!!!!!!!!!!!!!! March 28 Wondering(on air: Opeth - The Twilight Is My Robe)
Stasera c'è qualcosa che non gira. A dire il vero non solo stasera. E' da parecchie settimane che sento che gli ingranaggi della mia vita non sono abbastanza oliati, o forse qualcuno si è addirittura rotto senza che me ne accorgessi. Il fatto che io riesca ancora a non pensarci quando si tratta di chiacchierare con gli amici o uscire la sera, dando così l'impressione che tutto vada per il verso giusto, non fa alcuna differenza.
Io so che è così. E' come essere in un limbo. Ogni sensazione è amplificata. Un semplice evento negativo, magari di poco conto, qualcosa che normalmente il giorno dopo non ricordi nemmeno che è accaduto, e ti sembra che tutto il mondo vada a puttane, ci stai a pensare per giorni, affogandoti di seghe mentali. Com'è stato possibile tutto ciò? Non lo so. Qualcosa avrà influito particolarmente, ma è una situazione troppo complessa per essere attribuita a un solo fattore. In fondo, cosa ci può essere che non va? Perchè quando ti senti così passi in rassegna la tua vita presente, fai un elenco dei vari settori per scoprire dov'è il neo, o forse solo per autoconvincerti che non hai motivo di stritolarti cervello e fegato. (on air: Skid Row - 18 And Life)
Bene, facciamolo.
Famiglia: direi che va tutto bene, ho dei genitori meravigliosi che mi sono vicini e mi supportano nelle mie scelte, con mio fratello in fondo ho un buon rapporto; certo, ogni tanto c'è qualche scazzo, in fondo siamo esseri umani, ma se c'è un problema certo non è qui... Salute: non sarò d'acciaio, però non ho malattie gravi e nemmeno leggere, posso permettermi qualche vizio senza che ci sia il becchino pronto a scavarmi la fossa... Università: è vero, per ora l'impatto non dei migliori, però finora i risultati sono abbastanza positivi, e poi ho un gruppo di compagni fantastico, di gran lunga migliore che al liceo... Amici: la situazione è molto migliorata rispetto al passato, ora ho diverse compagnie: certo, sono un po' sparpagliate, però ogni volta che esco la sera, e non solo la sera, il divertimento è assicurato, mentre anni fa le uscite erano più che altro un modo per segnalare che esistevo... Amore: d'accordo, sono single e non per scelta: però cazzo, il mondo è pieno di single, e non mi risulta che tutti si buttino giù da un ponte o si sparino qualcosa in vena... Ecco, ho finito il mio catalogo. Sarà la 100esima volta che lo faccio. E sono sempre al punto di prima.
(on air: Dimmu Borgir - Mourning Palace)
Forse ho paura.
Paura di combinare qualche cazzata, di distruggere con le mie stesse mani tutto quello che ho faticosamente creato, di finire come 4-5 anni fa, quando iniziavo una nuova giornata sperando che finisse il più in fretta possibile: sarà per questo che, prima di prendere qualsiasi decisione, mi faccio mille domande, e dopo averla presa inizio a pensare che forse era meglio fare l'opposto? Forse semplicemente penso troppo. Qualcuno me l'ha già detto. Forse dovrei semplicemente smetterla di farmi queste domande, e vivere la mia vita più in scioltezza. Ma sono una persona introspettiva. Introspettiva abbastanza da potermi intossicare con questi pensieri inutili, ma non abbastanza da far sì che le mie introspezioni mi mettano al riparo dal commettere errori. Tipo quelli di oggi. Magari non erano neanche errori, magari se ne parlassi con un estraneo, direbbe che in fondo avevo ragione io. Ma è una così grande soddisfazione aver ragione? Ho turbato delle persone con le mie azioni, e questa cosa rimane, indipendentemente dal fatto che avessi ragione o meno. Forse l'unica cosa di cui veramente ho bisogno è un punto fermo. Una specie di colonna di appoggio, qualcosa che possa sorreggermi anche nel caso dovessi davvero farmi del male da solo. Ma perchè allora non mi bastano quelli che ho già? (on air: Falkenbach - Towards The Hall Of Bronzen Shields)
Spero proprio che tu abbia ragione, Jack: il prossimo anno sarà un grande anno.
Questo attuale, per ora, lascia decisamente a desiderare. Passo e chiudo.
March 26 Pasqua Folk - Live in Torriggia (CO)(Sottotitolo: la vera risposta alla domanda "Cosa vuol dire essere TROLL") Breve e schematica narrazione della vacanza pasquale del 2008, una 3 giorni che definire "apocalittica" è riduttivo.
DAY ONE - LOST IN SPACE
L'idea viene lanciata a inizio marzo, in occasione del concerto dei Clairvoyants a Grandate: Dario avrebbe messo a disposizione la casetta dei suoi in un bosco di montagna, e noi altri avremmo provveduto ad occuparla con litri di birra e idromele e vagonate di cd folk, per una pasqua all'insegna del devasto pagano più totale. Passano i giorni, il programma viene delineato e, immancabilmente, sopraggiungono i primi pacchi: l'ultimo, quello di Riccardo, l'uomo che colleziona pipe senza fumarle, che comunica la sua assenza proprio quando gli altri hanno appena finito di fare la spesa, anche per lui. Reazione: "Se vuoi non venire, però la tua parte la paghi!"
Ridendo e scherzando, si arriva a sabato 22: a prendermi alla stazione di Como, il buon Cappe e il suo motorino: trovandosi a portare due spilungoni più una borsa enorme e pesantissima, il povero mezzo a 2 ruote arranca e soffre per le ripide strade del lungolago, ma ci porta sani e salvi davanti a casa di Dario; una volta parcheggiato, però, crolla a terra spaccandosi uno specchietto, lasciando espressioni fantozziane sui volti di noi tre. Ma vabbè, non c'è tempo da perdere, così saliamo in casa, pranziamo, distribuiamo la nostra roba su praticissimi zaini da campeggio, e montiamo sul furgone del padre di Dario: il tempo di passare a Cernobbio a raccogliere Dario Folk e il suo amico Tonzo, e in poco tempo raggiungiamo Torriggia. A questo punto, l'unica cosa che ci separa dal nostro luogo di vacanza è un sentiero da 40 minuti, con una pendenza media del 40%. E qui partono le bestemmie. Il viaggio è qualcosa di infernale, cento metri sono sufficienti a esaurire le poche energie che abbiamo faticosamente guadagnato nelle pause, e per di più ci tocca vedere il padre di Dario che, carico anche lui, cammina bel bello lasciandoci subito indietro. Ha 50 anni ed è più in forma di noi cinque messi insieme. Dopo una lunga agonia, finalmente arriviamo nella nostra nuova dimora, e subito capiamo che la descrizione di Dario non è esagerata: un posto totalmente dimenticato dalla civiltà, raggiungibile solo a piedi, senza telefono, televisione e gas, coperto ovunque di polvere e ragnatele, ma soprattutto senza nessuno in giro. Poco male, nessuno romperà il cazzo se teniamo il volume al massimo. Disfatti gli zaini e rifocillati dalla birra, ci dedichiamo alla prima sacra mansione: la legna! Armati di ascia e sega, ci dirigiamo in un boschetto vicino e facciamo strage di alberi e arbusti secchi, ovviamente nel modo più brutal possibile. Giusto il tempo di scattare qualche foto in cortile con i nostri trofei di caccia, e subito torniamo in casa per accendere il fuoco del camino, visto il repentino abbassamento della temperatura (nota a margine: ci siamo dati da fare come dei dannati con sto cazzo di fuoco, quando in casa c'era della comodissima carbonella, della cui presenza ci siamo accorti solo lunedì mattina prima di partire). Il pomeriggio scorre veloce giocando a Trivial Pursuit: non c'è particolare competizione, prevale il piacere di scoprire cose nuove, tipo che gli escrementi delle gazzelle odorano di violetta, o che per leggere tutta la Bibbia senza soste occorrono 55 ore. Giunta l'ora di cenare, mentre noi ci alterniamo a preparare tavolo e companatici, Dario si traveste da cuoco e inizia ad armeggiare alla pentola, forgiando un piatto di spaghetti che si riveleranno uno spregio assoluto verso l'arte culinaria: collosi, consistenza della gomma, e immersi in una brodaglia di polpa di pomodoro, pancetta, peperoncino e funghi sott'olio. Ma sì, chissenefrega... siamo o non siamo uomini folk? L'importante è passare la serata tranquillamente seduti sul balcone, a bere e fumare. Salvo qualche incidente di percorso, tipo Tonzo che si mettere a correre per la casa ubriaco, tentando di trombarsi ogni oggetto che si muove, la serata scorre tranquilla e ce ne andiamo a dormire in condizioni di semi-normalità. DAY TWO - IL DEVASTO
Al nostro risveglio, dopo una notte che definire "polare" è riduttivo (in tutta la casa c'era una sola coperta pesante, che non ha assolutamente riparato me e Dario Folk dal freddo), ci attende l'APOCALISSE. Temevamo che potesse piovere, impedendoci di uscire a giocare a calcio nel pomeriggio, e infatti non ha piovuto: c'è stata una TORMENTA. Che non è ancora cessata. Tutto è coperto di neve, compreso il tavolo in cui avevamo lasciato pipe e tabacchi. E noi abbiamo finito la legna. E nella notte Dario Folk ha sboccato fuori dal cesso (anche se non c'entra niente, è pur sempre un problema da risolvere).
Dopo aver contemplato lo sfacelo ed esserci consolati con una lauta colazione, ci rimbocchiamo le maniche e andiamo a recuperare tutta la legna rimasta nelle riserve. Sfortunatamente il materiale combustibile si scopre essere il minore dei problemi, perchè con la neve il camino si è ostruito, e tutto il fumo rimane nella cucina, rischiando di condannarci a una lenta morte per intossicazione da monossido di carbonio, molto poco rock. Anche quando parte della canna fumaria si libera, la situazione rimane tragicomica, perchè la neve sciogliendosi precipita gocciolando sul fuoco, costringendoci, a turno, a rimanere per una ventina di minuti in piedi come dei coglioni davanti al camino, tenendo una padella sopra il fuoco per raccogliere tutta l'acqua. Nel frattempo, grazie a Odino, il clima migliora, e riusciamo persino a trovare il tempo per una breve passeggiata fino a un punto panoramico, che ci permette di osservare il grandioso spettacolo delle cime innevate sul lago. Tornati al "paese", facciamo la conoscenza dei primi mammiferi autoctoni: tre cavalli, apparentemente senza padrone. Il più piccolo si dimostra desideroso di coccole e cibo; entusiasti, lo ribattezziamo "Wilska" e lo abbandoniamo lì per sempre, per andare a fare da mangiare. Stavolta si opta per una sana grigliata di carne e formaggi, con un sottofondo musicale a base di Finntroll e Korpiklaani, che ben si sposa con il contesto folk. Il pomeriggio ci vede impegnati in sane attività ludiche: dopo un tentativo di escursione sui monti, abbandonato dopo 10 minuti di salita per palese insufficienza fisica (imperdibile la mia serie di pietose cadute di culo sulla neve), portiamo frisbee e pallone e iniziamo a giocare a caso. In quel momento Dario Folk ha un'idea che si rivelerà folle: pianta il suo bastone nella neve, e noi dobbiamo cercare di abbatterlo usando qualunque mezzo. Ci riuscirà Cappe, ma solo dopo più di un'ora di tentativi a vuoto, a volte anche inguardabili. Dopo quel pomeriggio, siamo stati superati nella scala evolutiva anche dai protozoi. Inebriati dalla nostra stessa idiozia, torniamo in casa per un'altra delirante manche di Trivial Pursuit (nessuno di voi si è mai chiesto quanto tempo può trattenere il fiato un armadillo?), alternata a sane letture d'attualità (menzione d'onore per un articolo dell'Espresso su "i 3 anni che salveranno l'UNIONE SOVIETICA"... datato febbraio 1990). Ma è dopo un'altra cena grezza che inizia il delirio: inebriati dai 3 litri di Bonarda e dalle mie birre d'abbazia, io e Cappe iniziamo una discussione, delirante ma serissima, sul concetto di Sistema e Potere. Tutto parte da una mia semplice osservazione sulla sua pettinatura, che lo fa somigliare a Elrond ne "Il Signore Degli Anelli": da qui parte un intricatissimo e accesissimo dibattito, che tira in mezzo indiscriminatamente Silmarillion, Machiavelli, Orwell e 1984 (che, secondo Cappe, è un libro maledetto perchè distrugge ogni possibilità di credere nella politica) e V Per Vendetta. Tutto questo mentre Dario Folk tenta - invano - di fare da moderatore, Tonzo filma tutto con la fotocamera, e Dario in disparte fuma la sua cazzo di pipa, con un'espressione a metà tra Bob Marley e un contadino che ha appena visto lo Spirito Santo. La discussione continua per più di un'ora, alla fine Cappe rimane della sua idea (voler diventare Sistema, per cambiarlo dal suo interno), io della mia (il Sistema non si può vincere, l'unico modo per incularlo è sfuggire dalla sua influenza e pensare con la propria testa), e soddisfatti andiamo a letto e crolliamo subito, vinti dall'etanolo. DAY THREE - VIA CRUCIS
La mattina dopo, con notevole svogliatezza ci apprestiamo a rimettere "in ordine" il casino che abbiamo creato in questi giorni (e a pulire lo sbocco di Cappe sul pavimento, ma su questo non ci addentriamo nei dettagli), quando arriva un sms che ci rallegrerà la giornata. Il mittente è la mamma di Dario, il testo dice: "Noi oggi pomeriggio andiamo a Ronco, per il ritorno arrangiatevi". Ottimo.
Passiamo rapidamente in rassegna le soluzioni alternative: altri passaggi non ce ne sono, i genitori di Dario Folk sono in Piemonte, quelli di Tonzo da qualche altra parte, e la macchina della mamma di Cappe ha solo 3 posti. I casi sono due: o prendere il battello fino a Como e poi in autobus a direttamente Maslianico (con me che avrei poi dovuto fare la strada inversa per prendere il treno), oppure sperare di trovare un autobus a Torriggia che porti a Cernobbio, e da lì farsela a piedi fino a Maslianico. Tutto questo dopo aver rifatto la strada dell'andata. Con gli zaini pieni. Dopo tutte le imprecazioni del caso, ci rassegnamo e, sistemata in qualche modo la casa, ci incamminiamo verso Torriggia. Arriviamo giusto in tempo per vedere il nostro battello che parte dal molo e si allontana lungo la costa, mostrandoci il dito medio. Ovviamente non è possibile chiedere informazioni in un qualunque locale, perchè a Pasquetta tutto è chiuso, perciò ci incamminiamo verso il nulla con le pive nel sacco. Dopo un lungo peregrinare troviamo per puro culo la fermata dell'autobus per Cernobbio, che arriva abbastanza in fretta (il fatto che nessuno avesse il biglietto non ha certo ostacolato la nostra eroica impresa). Superato in qualche modo l'invalicabile muro di traffico del lungolago, e avvisata la mamma di Cappe di venirci a prendere al nostro arrivo a Cernobbio, io, Dario e Cappe salutiamo i due profughi rimasti (che proseguiranno verso Como) e saliamo a bordo, diretti verso l'ultima meta: casa di Dario. Lì mi nutro a dovere, saluto il mio compagno ov steel, e mi avvio a prendere il bus che mi porterà a Como Lago, e da lì a Cadorna, Milano, casa. Naturalmente, prima di terminare la mia odissea, faccio in tempo a perdere il treno a causa del traffico comasco. Vabbè, ormai una bestemmia in più o in meno cosa può cambiare... Nel complesso, è stata una vacanza "interessante": il solo fatto che tutti siano riusciti a non annoiarsi in un posto in cui non c'era NULLA, la dice lunga sulla bontà del programma. La quantità industriale di alcol e la nostra infermità mentale hanno fatto il resto.
Se riusciamo a conservare lo stesso spirito, con un contesto musicale per forza di cose molto migliore, anche al Summer Breeze, potremmo persino superare l'impresa di Wacken. Rock'N'Troll!!! P.S. di seguito trovate una mini raccolta delle frasi migliori, e anche le foto della gita. Alcune potrebbero turbare i palati più delicati. Per proteste, denunce, lettere minatorie, buste con dentro antrace, rivolgetevi a Dario XD
- "Ragazzi, siamo quasi arrivati! La prima casa che troviamo, sfondiamo il vetro e occupiamola!" (Cappe) - (osservando la psuedo-pasta di Dario) "Ma secondo voi, se copriamo di terra questa roba, nasce un albero di mmerda??" (io) - (leggendo le domande del Trivial Pursuit) "Quale parte del corpo manca alla Nike di Samotracia, oltre alle braccia?" - (vedi sopra) "Il serpente ha gli organi genitali sulla testa." - (chiedendomi di rimettere a posto il crocifisso che avevo rovesciato fissandolo con del grasso di pancetta) "Poi il grasso si scioglie, il crocifisso cade e stanotte trasaliamo tutti... per colpa di Cristo!" (Dario Folk) - (entrando in camera da letto) "Ragazzi, qui c'è puzza di diossina!" (Tonzo) - (dopo aver sboccato) "Ho ridotto il bagno in un modo che sembra la scenografia di un film di Quentin Tarantino!" (Dario Folk) - "Abbiamo tanta di quella di legna che potremmo dar fuoco a Chicago un'altra volta!" (io) - (parlando di un nostro amico comune, che ha passato la Pasqua da solo con la sua ragazza) "Brogi ha trombato... è caduta la neve!" (Dario) (poi non è successo, ma fa niente) - "I truzzi si riproducono per partenogenesi: uno si avvicina a un cumulo di merda, la feconda, e subito dopo nascono altri truzzi!" (Dario Folk) - "Ma come fa uno sport a chiamarsi ping pong? E' come se il basket si chiamasse DUM DUM SLAM!" (io) - (durante la nostra "discussione") "Orwell, bastardo, mi hai rovinato la vita!!" (Cappe) - (osservando i disegni su un armadio) "Questo qui sembra un vecchietto ubriaco" March 12 Once upon the CrossPenritrofati, come direbbe Ratzinger.
Tempo fa ho preannunciato che avrei scritto due interventi-tributo a due grandi personaggi. Uno, l'avrete capito, è il Sergente Hartman; l'altro, di cui parlerò or ora, è il prode Something Wild, utente della metal community "In Shadows And Dust". Dovete sapere che io pubblico volentieri su queste pagine le cazzate che la mia fertile mente forgia, ma so riconoscere e apprezzare il talento degli altri. E in questo caso abbiamo a che fare con una monumentale opera all'insegna dell'ironia e dell'empietà, composta dal nostro ai tempi del liceo, e che gli ha fatto guadagnare meritatamente il titolo di "Vigoroso Sabotatore Di Effigi E Contesti Teologici" all'interno della cricca massonica conosciuta come "la Brigata Blasfema".
Ma non voglio dilungarmi oltre, leggete e godete (per chi è in grado di apprezzare, ovviamente).
Something Wild Presents:
Once Upon The Cross 3ª Edizione Definitiva Self Produced Self Distributed -------------------------------------------------------------------------------- Cubo, ergo sum. In principio l’uomo creò il cielo e la terra. Il primo giorno l’uomo divise il giorno e la notte. Il secondo giorno l’uomo divise il cielo e la terra. Il terzo giorno l’uomo divise la terra e il mare. Il quarto giorno l’uomo creò il sole e le stelle. Il quinto giorno l’uomo creò i pesci e gli uccelli del cielo. Il sesto giorno l’uomo creò gli animali, e in seguito l’uomo creò Dio, e lo creò ad immagine e somiglianza di tutti gli animali. Per i sette milioni di anni successivi l’uomo si riposò in un turbine di sesso, alcool, TV, musica, droghe leggere & pesanti e videogames. -------------------------------------------------------------------------------- 1 …C’era una volta un bambino di nome Gesù… …o almeno avrebbe dovuto esserci, perché non era ancora nato. Correva l’anno 0 a.c. (o d.c.?) e in quel periodo tutti gli uomini erano cattivi, allora Dio decise di punirli: prese la bacchetta magica, il cilindro, le carte e le colombe, e stava già per scendere sulla terra quando sentì alla TV la sigla del suo cartone animato preferito, “Le avventure dei Sodomiti”, e non volendo perderselo mandò sulla Terra suo figlio. A Betlemme vivevano allora Geppe e Maria, due sposini. Maria era casalinga, Geppe invece era un falegname, e non vendeva mai una sega (infatti non era un ferramenta), vendeva invece comodini. Geppe e Maria volevano tanto un figlio, ma erano poveri e non potevano permetterselo (il commercio dei comodini al tempo andava malino). Il 25 Dicembre, mentre Geppe stava intagliando un burattino bugiardo con cui sperava di diventare famoso, udì un gran tonfo provenire dalla stalla. Maria gridò: “Ci stanno rubando il bue e l’asinello!!!”. I due coniugi corsero nella stalla ma non trovarono i ladri, bensì qualcosa di molto ma molto peggio: Gesù… -------------------------------------------------------------------------------- 2 …C’era una volta un bambino di nome Gesù. Gesù era appena nato, ed era ancora un po’ stordito per la caduta giù dal Paradiso. Dio aveva dato a Gesù un paracadute, ma lui credeva che la cordicella servisse per attaccarci le bandierine. Geppe aggiustò il buco nel tetto fatto da Gesù, tornò nella stalla, raccolse il fanciullo dalla mangiatoia e con amore si diresse verso il cassonetto. Allora Maria disse: “No, Geppe, se lo teniamo avremo finalmente un figlio!”. Allora Geppe si fermò e lo rimise nella mangiatoia. In quel momento suonarono alla porta. Erano tre marocchini che vendevano oro, incenso e mirra. Geppe li mandò via con ferma gentilezza. Suonarono ancora. Geppe, incazzato come un paguro, si diresse ancora alla porta con un randello, ma stavolta erano soldati con l’ordine di uccidere tutti i figli maschi. Entrarono in casa e cercarono in ogni posto, poi corsero nella stalla, guardarono nella mangiatoia e il centurione disse: “Ragazzi, guardate qui che bel cagnolino!”. Gesù non era proprio quel che si dice un bel bambino. Dio però, che aveva fatto Gesù a sua immagine e somiglianza, si sentì offeso, scaglio un fulmine contro i soldati ma sbagliò mira. Colpì la bombola del gas e saltò tutto per aria. Geppe e Maria dovettero vagare per quasi un anno nel deserto prima di ritrovare Betlemme… -------------------------------------------------------------------------------- 3 …C’era una volta un bambino di nome Gesù. Un giorno, mentre la mamma Maria e il babbo Geppe stavano andando al mercato, lui, che stava pensando a cose insulse come aringhe al gorgonzola e gatti storpi, si perse. Quando la mamma e il babbo si accorsero che Gesù non c’era più, corsero alla svelta nel primo bar e offrirono da bere a tutti. Nel frattempo Gesù aveva trovato un tempio, e credendosi furbo entrò ad insegnare ai maestri. Dopo tre ore passate a divagare inutilmente sul fatto che un elicottero in volo rovesciato poteva falciare il grano velocemente, i maestri si stavano stufando. Ad un certo punto il più furbo dei maestri urlò: “Guarda, Gesù, un asino in bicicletta!”. Gesù, che non era un chilo, si girò immediatamente, e si prese una mazzata sulla testa. Quando si svegliò si ritrovò a casa sua, la sua mamma stava piangendo e il suo papà era anche lui molto triste. Quella sera Gesù sentì parlare i suoi genitori. Stavano progettando di abbandonare Gesù nel bosco. Dio diede però a Gesù un sacchetto di molliche di pane. Purtroppo Gesù aveva la stessa attività celebrale di una mela (con bruco) e non capì niente, così mangiò tutte le molliche, e quando fu sazio ne rimanevano ancora 25 ceste. Senza accorgersene aveva fatto il miracolo della moltiplicazione dei pani… -------------------------------------------------------------------------------- 4 …C’era una volta un bambino di nome Gesù. Era il giorno del compleanno di Maddalena e Maria aveva vestito bene Gesù. Era proprio un figurino con il suo cappellino di ortiche. Gesù arrivò alla festa proprio mentre Maddalena stava aprendo i regali, e consegnò il suo. Maddalena lo scartò: era l’Allegro Chirurgo. Gesù, che oltre a essere figlio di Dio era anche marpione, disse: “Così possiamo giocare al dottore”, e si prese una sberla biblica. Dopo 15 minuti smise di sanguinare e attaccò le cibarie. Gesù continuava a spezzare pani senza mangiarli e a bere vino, irritando così Maddalena. Più tardi, mentre stava pensando alla comodità di una seggiola di brasato, urtò Giuda. Egli si arrabbiò molto e scappò urlando che si sarebbe vendicato. Poi Gesù si sporcò con la torta e andò a lavarsi la tunica in bagno. Lasciò l’acqua aperta e allagò la casa. Dopo solo cinque minuti tutti camminavano sull’acqua. Maddalena lo cacciò da casa, e allora Gesù con un miracolo la trasformò in un uomo. Scoprì di aver avuto una magra idea, perché il forzuto Maddaleno lo fece sanguinare per 30 minuti… -------------------------------------------------------------------------------- 5 …C’era una volta un bambino di nome Gesù. Gesù era molto dispettoso. Un giorno mentre stava camminando vide Lazzaro che arrivava dalla direzione opposta. Quando Lazzaro gli fu vicino Gesù gli fece lo sgambetto, e il povero ragazzino finì lungo disteso sull’asfalto. Allora Gesù ridendo gli disse: “Lazzaro, brutto lazzarone, alzati e cammina!”. Lazzaro si alzò, ma prima di camminare gonfiò Gesù di botte. Con la faccia delle dimensioni di un cartello di sosta vietata Gesù continuò il suo cammino. Arrivato in paese Gesù vide un mucchio di uomini e donne che volevano lapidare un’adultera. Gesù saltò in mezzo alla folla e disse: “Uomini, chi di voi non si è mai fatto questa donna scagli la prima pietra!”. Allora tutti gli uomini mollarono le pietre, ma le donne, che erano le mogli degli uomini, non gradirono la scena, si inviperirono e bastonarono i mariti. I mariti allora raccolsero le pietre e lapidarono Gesù. Ma Gesù fece un miracolo: trasformò le pietre che volavano verso di lui in incudini. Voleva trasformarle in piume ma si era distratto vedendo un fabbro. Più tardi passò un buon samaritano che raccolse Gesù, lo curò e lo accompagnò a casa. Geppe quando seppe dell’accaduto aggredì il samaritano, e Gesù fu punito: avrebbe saltato l’iniezione di antitetanica, cosa di cui si pentì in seguito… -------------------------------------------------------------------------------- 6 …C’era una volta un bambino di nome Gesù. Egli era così antipatico che nessuno lo voleva per giocare. Un giorno i bambini del paese organizzarono una partita di calcio. C’erano proprio tutti: Pietro, Marco, Giovanni, Matteo, Paolo… …tutti tranne Gesù. La partita stava procedendo a meraviglia, quando Paolo, che era portiere, urlò: “No! La porta no!”. Tutti si girarono e videro l’accaduto: la rete era piena di pesci. Era così piena che rischiava di spezzarsi. Tutti sapevano chi incolpare e si diressero a casa di Gesù. Quando Giovanni lo vide urlò: “Gesù, lurido figlio di un cane…!”, ma a quel punto gli arrivarono contemporaneamente un comodino in faccia e un fulmine nella schiena. I due papà di Gesù non avevano gradito. Gli altri decisero di non insultare i parenti di Gesù per evitare martellate e piaghe varie, e cercarono di venire alle mani, ma Gesù trasformò tutti in storpi. Purtroppo per lui Giacomo era già storpio e fu guarito. Gesù prese la sua razione quotidiana di legnate, e in preda al delirio disse una frase molto ma molto intelligente: “In verità in verità vi chiedo, perché anche se sono il figlio prediletto di Dio va sempre a finire che le prendo?”, dopo di che svenì. Quando si svegliò erano passati 10 anni, ed era già un ragazzo. Si accorse che aveva già trascorso quasi metà della sua vita, e pianse a lungo… -------------------------------------------------------------------------------- 61 …C’era una volta un ragazzo di nome Gesù. Purtroppo Gesù aveva dormito per dieci anni, e quindi la sua capacità mentale era uguale a quella che aveva a sette anni: pari a quella di un’arachide (senza guscio). Gesù stava saltellando sull’argine di un fiume, quando vide un’anatra. Allora cominciò a pensare. Pensava come al solito a cose insulse, ma almeno pensava. Stava pensando alle uova di Pasqua con i baffi quando urtò Giovanni, che cadde nel fiume. Gesù allora si tuffò per salvarlo, ma non sapeva nuotare. Stava per annegare quando Giovanni gli urlò: “Alzati, cretino, che l’acqua è alta 35 centimetri!”. Gesù si alzò. Giovanni prima di cadere aveva addosso il suo vestito preferito pulito, ora aveva addosso il suo vestito preferito sporco; guardò Gesù e disse: “Ora ti battezzo io!”, e gli sparò in faccia un destro stratosferico. Gesù stava per trasformarlo in un cappero, ma Giovanni urlò: “Gesù, porgi l’altra guancia!”. Gesù ci cascò in pieno, si prese un sinistro da manuale e finì disteso nel fiume, privo di sensi. Si svegliò dopo due ore, era già arrivato al mare. Arrivò a casa tre mesi dopo, stanco e affamato. Geppe quando lo vide tentò di suicidarsi con la pialla, ma non ci riuscì perché Gesù la aveva rotta tre mesi prima cercando di fabbricare un lungo tavolo per 13 persone… -------------------------------------------------------------------------------- 62 …C’era una volta un ragazzo di nome Gesù. Gesù era un ragazzo molto ingenuo. Un giorno mentre camminava per Betlemme vide Paolo che tirava di coca. Volle provare anche lui, corse al campo di calcio e sniffò la riga di metà campo. Una settimana dopo uscì dall’ospedale, dove era stato ricoverato per intossicazione da gesso. Appena dimesso corse a casa di Paolo. Paolo vide che era ingenuo e inesperto e gli chiese 30 denari (cifra standard per il tempo) in cambio di un sacchetto di farina. Gesù la sniffò tutta in un colpo, e a causa dell’effetto placebo si sentì sballato. Cominciò a correre per Betlemme in mutande. Dopo 15 minuti circa si fermò, si sedette per terra e cominciò a raccontare delle storie stupide, così contorte che la gente le chiamò parabole. Erano storie che parlavano di figli puttanieri, di padroni che frustavano i servi, di monete che si nascondevano per casa, di papere parlanti, di formaggini mutanti, di elefanti nudi. La gente si divertì molto ad ascoltare le sue baggianate, e per il primo giorno della sua vita non fu picchiato. Da quel giorno però Maria ebbe alcuni problemi a preparare la sua famosa torta Paradiso, perché tutte le volte che preparava la farina passava Gesù con due cannucce nel naso e ripuliva tutto… -------------------------------------------------------------------------------- 63 …C’era una volta un ragazzo di nome Gesù. Gesù era molto spavaldo. Un giorno sentì parlare di Giona, che era stato in guerra ed era osannato e ammirato da tutti per la sua forza, il suo coraggio e la sua intelligenza, oltre che per le dimensioni esagerate del suo pacco. Gesù vide i sorci verdi! Dopo aver piazzato per casa due o tre trappole con l’emmental corse in paese. Arrivato in piazza, si piazzò davanti a Giona con le mani sui fianchi e lo sfidò ufficialmente a far passare un cammello nella cruna di un ago. Giona era però molto furbo, e sostenne che prima doveva farlo Gesù. Egli accettò immediatamente. Prese l’ago e, preso il cammello per il ciuffo, cominciò a spingere il muso dell’animale contro l’ago. Dopo tre ore era già arrivato alle orecchie, quando il cammello si svegliò e, trovandosi con il muso infilato in un ago, si arrabbiò molto, si sfilò dalla cruna, prese Gesù per il collo e lo infilò nell’ago fino alla cintura. Gesù tornò a casa che era già notte fonda. Trovò Geppe sulla porta con una mazza da baseball in mano. Erano scappate tutte le pecore, ed era compito di Gesù badare al recinto, essendosi autoproclamato pubblicamente pastore. Per ritrovare le pecorelle smarrite Gesù impiegò una settimana e due giorni, e per di più non riuscì mai a ritrovarne una… -------------------------------------------------------------------------------- 64 …C’era una volta un ragazzo di nome Gesù. Gesù si credeva giusto, sapiente e intelligente, perciò quando vide il manifesto del torneo di calcio giovanile si offrì immediatamente come arbitro. Doveva però superare un difficile test attitudinale. Gesù non sarebbe mai riuscito a superare la prova, data l’esemplare passività cranica, ma Dio aiutò suo figlio. Chiamò l’arcangelo Gabriele e lo mandò sulla terra. L’arcangelo tramortì Gesù per impedirgli di nuocere e rispose alle domande. Gesù fu preso, il test era stato superato col massimo dei voti. E venne il giorno della prima partita: Betlemme Vs. Gerusalemme. Gesù entrò in campo e per prima cosa ammonì il telecronista. La partita ebbe inizio e Gesù, senza nessun motivo se non un trauma cranico, assegnò un gol al Gerusalemme e decretò la fine della gara. Erano passati esattamente 12 secondi. Gesù si avviò tutto fiero verso gli spogliatoi, ma sentì un urlo: “Gesù, brutto essere ignobile, aspetta che dobbiamo dirti due cosette…”. Erano i bambini della squadra di Betlemme che correvano verso di lui. Allora Gesù urlo: “Lasciate che i bambini vengano a me!”. I bambini erano molto organizzati, così mentre quattro gli bloccavano braccia e gambe gli altri gli piegavano le gengive. Solo dopo l’intervento delle forze dell’ordine e solo dopo 42 minuti di furente battaglia si riuscì a strappare il nazareno dagli artigli dei bambini. Dopo due mesi di coma profondo si ristabilì completamente, ma da quel giorno quando qualcuno nomina la parola Calcio lui è colto da una forte crisi epilettica… -------------------------------------------------------------------------------- 65 …C’era una volta un ragazzo di nome Gesù. Gesù era un incapace, talmente incapace che sua mamma Maria aveva dovuto cucirgli le istruzioni per l’uso sulle mutande. Una cosa però sapeva farla: i miracoli. Sapeva tramutare il vino in grappa, sapeva fare volare gli asini e sapeva perfino contare, cosa che con la sua bassa intelligenza appariva un miracolo. Un giorno mentre camminava per una via vide un cieco. Gli si avvicinò e gli chiese: “Ma tu sei un cieco nato?”. Allora lui: “Si, sono cieco dalla nascita”. Allora Gesù cominciò a saltellargli intorno esultante. Il cieco si sentì preso per i fondelli, aizzò il suo dobermann contro Gesù e poi rise di gusto. Gesù si rialzò sanguinante e spiegò al cieco che lui poteva ridargli la vista. Gli spiego: “E’ molto semplice, basta che tu faccia come ti dico, devi solo fare tre giri su te stesso e battere due volte le mani”. Il cieco eseguì gli ordini. A quel punto Gesù gli disse: “Ecco, ora ti sputo negli occhi e…”, ma il cieco lo interruppe: “Si, settanta volte sette, se solo ci provi ti do un calcio…”. Nel sentire quella parola Gesù si accasciò al suolo in preda alle convulsioni, e mentre convulsava diceva frasi senza senso compiuto come: “Gnarrf allahallahhallaaad”. Quando si calmò il cieco era già lontano, e Gesù tornò a casa triste e sconsolato. La casa distava 450 metri, ma Gesù ci mise un’ora e 23 minuti, perché senza accorgersene si era miracolato ed al posto delle gambe ora sfoggiava un magnifico paio di tostapane… -------------------------------------------------------------------------------- 66 …C’era una volta un ragazzo di nome Gesù. Gesù con le parabole ci sapeva proprio fare. Con ellissi e iperboli invece no, per questo aveva preso un altro 3 in matematica. La professoressa lo chiamò alla cattedra e sconsolata gli disse: “Gesù, come al solito vedo che ti impegni, cominci bene, ma poi inizi a moltiplicare tutto e…”. Gesù tornò al banco triste mormorando: “Mio Dio, mio Dio, perché non mi hai suggerito?”. La scena si ripeteva ad ogni verifica. Il suo problema era come al solito dare la cattiva notizia alla mamma. Stava pensando di mandare l’arcangelo Gabriele come quell’altra volta tanti anni prima, ma si ricordò di averlo carbonizzato per errore un mese prima. Salì sull’autobus e si sedette al solito posto. L’autista lo vide triste e gli chiese cosa fosse successo da abbassargli così il morale. Gesù disse: “Ho preso un altro 3 in mate, e se lo dico a mia mamma stavolta mi mette in croce!”. Quando arrivò a casa confessò il risultato alla povera Maria che chiese al ragazzo: “Gesù, quanto fa 33-17?”. Gesù subito rispose: “16!”. Maria mostrò un sorriso di soddisfazione, e Gesù si sentì fiero di aver fatto contenta la mamma con quella risposta, ma la santa donna non era felice tanto per l’esattezza del calcolo quanto per il risultato in se… -------------------------------------------------------------------------------- 661 …C’era una volta un uomo di nome Gesù. Gesù aveva ormai 33 anni, ed era passato molto tempo da quando era riuscito a finire la scuola: circa due settimane. Quella sera era stata organizzata la cena di classe dell’anno 0, e Gesù per errore era stato invitato. Quando si furono tutti riuniti a Gesù venne in mente di contare i partecipanti. Erano in 13 e tutti si toccarono per scaramanzia. La cena era offerta da Dio in persona e consisteva in manna, quaglie kamikaze e pane spezzato. Quando gli invitati videro tutte quelle schifezze ringraziarono il nazareno rompendogli il manico di un badile sullo zigomo sinistro. Durante la cena Gesù bevve pesantemente, e inebriato dal vino cominciò a parlare. Si alzò in piedi e in tono solenne disse: “Signore e signore, domani uno di voi mi tradirà e mi farà uccidere, e viva la figa!”. Allora gli apostoli (era questo il nome del gruppo di amici) con gran foga cominciarono a urlare: “Io!” “No, io Gesù, io!” “Tocca a me, tocca a me tradirlo stavolta!” “No, no, sono io che lo devo tradire” “Io, io, vi prego, io!”. Gesù zittì tutti e disse: “E inoltre tu, Pietro, negherai davanti a tutti che io ero intelligente, e viva la brogna!”. E Pietro: “Per forza, Gesù, per forza…”. Gesù allora prese il calice e rese grazie, lo offrì ai suoi discepoli e, dopo averlo velocemente ritirato disse: “Eh, eh, fregati!”, buttò giù il bicchiere in un sorso e stramazzò sul tavolo… -------------------------------------------------------------------------------- 662 …C’era una volta un uomo di nome Gesù. Gesù era famosissimo, le donne facevano a gara per conquistarlo e concupirlo, i mercanti lo coprivano di doni, il popolo lo venerava e adorava come una vera divinità, i maestri lo ascoltavano con interesse e imparavano dalle sue sagge parole e i suoi amici gli volevano bene. Poi si svegliò. Aveva dormito tutta la notte sul tavolo del ristorante ed era ubriaco. Quando aprì gli occhi gli si presentò uno strano spettacolo: lui era legato e circondato dai soldati, gli apostoli erano a terra privi di sensi, e Giuda era in piedi col rossetto sulle labbra che contava delle monete grufolando per la gioia. Gesù mormorò: se riesco a scoprire chi è stato a tradirmi lo trasformo in un paguro…”. Stranamente Gesù ebbe un’idea e urlo: “Guardate la!”. Tutti i soldati guardarono in direzioni differenti e approfittando della distrazione generale Gesù disintegrò le corde e cominciò a correre. La fuga durò però poco, poiché durante la cena Giovanni Battista gli aveva slacciato i sandali, e Gesù nella corsa aveva pestato le stringhe ed era crollato a terra con un forte tonfo. I soldati tirarono fuori i manganelli (quelli di legno, non pensate male…) e canticchiando in coro “Alla fiera dell’Est” diedero a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio… -------------------------------------------------------------------------------- 663 …C’era una volta un uomo di nome Gesù. Gesù era in prigione, e non faceva nulla. …C’era una volta un uomo di nome Pietro. Pietro era in piazza che passeggiava, quando un uomo lo vide, lo riconobbe e urlo: “Guardate, lui è quello che pensa che Gesù sia intelligente!”. E Pietro: “Aò, a che cazzo dici! Quello era intelligente come una badilata di tufo! Non capiva una sega manco a faje er disegno! La prima volta che me ha visto me fa –Seguimi e ti farò pescatore di uomini- e io –Aò, a Gisus, dai viados ce vai da te!- e poi, te je davi un panino e lui lo pijava e lo spezzava! Mica lo mangiava! Ci aveva ‘na mania con ‘sto cazzo de pani!”. Allora l’uomo lo guardò meglio e disse: “Scusa, ti avevo scambiato per il fratello di Gesù, Pinocchio…”. A quel punto il gallo cantò tre volte e Pietro, che era fine come la punta dell’erpice, lo prese per il collo e gli disse: “A galletto, e che cazzo te sei fumato? Per caso hai visto er Sole spuntare tre volte? No! E allora che minchia ti canti? Aò, se te risento te spacco er culo!”. Dopo queste parole si sentì soddisfatto e se ne andò. …C’era una volta un uomo di nome Gesù. A Gesù quel giorno fischiarono forte le orecchie… -------------------------------------------------------------------------------- 664 …C’era una volta un uomo di nome Gesù. C’era anche un uomo di nome Ponzio Pilato. Egli parlò alla folla e disse: “Ecco a voi questi due uomini. Gesù è sempre stato buono, ha fatto i miracoli, ha guarito i malati ed è sempre stato gentile con tutti. Barabba invece ha ucciso, rubato, stuprato, minacciato, rapito, ricattato, scippato. Chi volete che liberi, Gesù o Barabba?”. E il popolo ad una sola voce: “Barabba, Barabba!”. E Ponzio: “E di Gesù cosa devo fare?”. E il popolo ancora: “Crocifiggilo, crocifiggilo!”… -------------------------------------------------------------------------------- 665 …C’era una volta un uomo di nome Gesù. Gesù fu sottoposto a numerose torture: Ascoltare un intero album di Masini senza potersi toccare. Entrare al No Mercy Festival vestito da gabber. Andare alla discoteca Number One mascherato da emissario di Cesare Ragazzi. Dire velocemente “Dai il pane al cane pazzo, dai il pane al pazzo cane” senza mai dire la parola “cazzo”. Dire una frase di senso compiuto.. Gesù uscì sfinito da questo trattamento, e fu crocifisso. Alla sua destra c’era Pinocchio, suo fratello, crocifisso per eccesso di bugie, e alla sua sinistra Pietro, crocifisso per eccesso di volgarità. Sulla testa di Gesù fu appeso il cartello con la scritta I.N.R.I., che in aramaico antico significa “Crocifisso per aver distrutto il tempio promettendo di ricostruirlo in tre giorni e aver invece iniziato i lavori di costruzione di una statua raffigurante un pollo con mantello e cappello da giullare”. Così morì Gesù, ma morì col sorriso sulle labbra, come uno che dice: “Si, muoio, ma tanto ritorno, ho ancora tante favole da raccontare”… -------------------------------------------------------------------------------- 666 …C’era una volta un uomo di nome Gesù. Gesù era morto e dopo tre giorni era resuscitato. Questo almeno era quello che sarebbe dovuto accadere, questo se Gesù si fosse ricordato di mettere la sveglia… The End March 09 Tribute to Sgt. HartmanPiccola carrellata della frasi celebri di questo geniale personaggio, interpretato da R.Lee Ermey nel capolavoro di Stanley Kubrick "Full Metal Jacket". - "Io sono il Sergente Maggiore Hartman, vostro capo istruttore. Da questo momento potete parlare soltanto quando vi sarà richiesto, e la prima e l'ultima parola che dovrà uscire dalle vostre fogne sarà "Signore". E' tutto chiaro, luridissimi vermi??" - "Se voi signorine finirete questo corso, e se sopravviverete all'addestramento, sarete un'arma, sarete dispensatori di morte e pregherete per combattere. Ma fino a quel giorno... siete uno sputo, la più bassa forma di vita che ci sia nel globo! Non siete neanche fottuti esseri umani, sarete solo pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta merda!" - "Io sono un duro però sono giusto. Qui non si fanno distinzioni razziali. Qui si rispetta gentaglia come negri, ebrei, italiani o messicani. Qui vige l'eguaglianza, non conta un cazzo nessuno!" - "Chi ha parlato?! Chi cazzo ha parlato?! Chi è quel lurido stronzo comunista checca pompinaro che ha firmato la sua condanna a morte?! Ah, non è nessuno eh? Sarà stata la fatina buona del cazzo! Vi ammazzo a forza di ginnastica, vi faccio venire i muscoli al buco del culo, che ci potrete succhiare il latte senza cannuccia! - "Però, senti senti... abbiamo tra noi un attore comico, è il soldato Joker! Io ammiro la sincerità. Si sì, tu mi piaci, vieni a casa e ti faccio scopare mia sorella!" - "Datti subito una regolata, amico mio, se no io ti svito il cranio e ti cago in gola!" - "Quanto sei alto soldato?" "Signore, 1 e 73, signore!" "1 metro e 73? Prima non facevano pile di merda così alte! Cerchi anche di fregarmi qualche centimetro?! E' chiaro, io dico che la parte migliore dello schizzo da cui sei nato è colata tra le chiappe di tua madre ed ha macchiato il materasso! T'hanno fatto con lo scarto! Da dove cazzo vieni comunque soldato? "Signore, Texas, signore!" "Strano io ho sempre saputo che nel Texas ci nascono solo tori e checche, soldato Cowboy. Tu l'aria del toro non ce l'hai neanche un po' e quindi il cerchio si restringe! Tu succhi i cazzi? "Signorno, signore!" "Ci soffi dentro per gonfiarli?" "Signorno, signore!" "Io scommetto che tu sei uno di quegli ingrati che lo mette in culo a qualche poveraccio senza usargli la cortesia di menarglielo davanti per sdebitarsi! Ti terrò d'occhio!" - "I tuoi genitori hanno anche figli normali?" "Signorsì, signore!" "Si saranno pentiti di averti fatto. Tu sei talmente brutto che sembri un capolavoro d'arte moderna! Come ti chiami, sacco di lardo?" "Signore, Leonard Lawrence, signore!" "Lawrence? Lawrence come? D'Arabia?" "Signorno, signore!" "Il tuo è un nome da nobili! Tu sei di sangue reale?" "Signorno, signore!" "E tu li succhi i cazzi?" "Signorno, signore!" "Balle! Tu ti succhi una pallina da un capo all'altro del tubo per innaffiare! "Signorno, signore!" "Non mi piace il nome Lawrence, solo finocchi e marinai si chiamano Lawrence. D'ora in poi tu sarai Palla di Lardo!" - "Palla di Lardo, ho deciso di darti tre secondi, esattamente tre fottuti secondi, per toglierti quel sorriso da cretino dal muso! In caso contrario ti strappo le palle degli occhi e ti fotto il cervello!" - "E' meglio che metti il culo in carreggiata e cominci a cacarmi anelli con brillanti su un piatto d'argento, se no sarò costretto a fotterti di brutto!" - "Hai un culo che è pari a un quintale e mezzo di chewing gum masticato! Te ne rendi conto, Palla di Lardo?" - "Io giuro che riuscirò a motivarti, Palla di Lardo, a costo di andare ad accorciare il cazzo a tutti i cannibali del Congo!" - "Ma tu ci sei nato sotto forma di viscido sacco di merda, Palla di Lardo, o hai studiato per diventarlo?!" - "Se la vostra volontà di uccidere non è pura, ben controllata, potreste esitare al momento della verità. Non sarete voi ad uccidere, voi diventerete dei marines morti. E come conseguenza vi troverete in un mare di merda! Perchè a un marine non è permesso morire senza autorizzazione!" - "Dio ci si arrapa con i marines! Perché noi ammazziamo tutto quello che vediamo! Lui fa il suo mestiere, noi facciamo il nostro! E per dimostrargli il nostro apprezzamento per averci dato tanto potere, noi gli riempiamo il cielo di anime sempre fresche! Dio è arrivato prima del Corpo dei marines e quindi a Gesù voi potete offrire il cuore, ma il vostro culo appartiene alla nostra arma!" - "Ma che cazzo di cinematografo è questo? Che vi prenda un accidente secco, che cazzo state facendo nel mio cesso?? Come mai il soldato Palla di Lardo non è in branda dopo il silenzio?? Come mai il soldato Palla di Lardo ha un fucile in mano?? Come mai non gli hai ancora strappato le budella, soldato Joker??" March 03 Italian GodsRieccomi, come promesso, a parlare della prima edizione dell'Italian Gods Of Metal, tenutasi ieri all'Alcatraz.
Come temevo, alla vigilia tutti i possibili compagni di avventura tirano pacco ("Non vengo perchè ho un po' di impegni da gestire, e poi martedì ci sono i Megadeth!" by Martelloni; "Non vengo perchè HO SONNO!" by Jovan), e quindi mi ritrovo da solo, domenica mattina, ai cancelli. L'Alcatraz è allestito in grande stile per l'evento: numerosi banchi di vendita di cd e merchandise varo, stand di varie riviste e webzine metal, e - udite udite - una sala fumatori interna, che evita ai molti fumatori presenti di litigare con la security per poter uscire. Verso le 11.40 sale sul palco il primo gruppo della giornata, i toscani Raw Visions (solo band italiane oggi; ottima l'idea, peccato che, nel complesso, siano state invitate le solite band care alla Live, tralasciando ottime proposte come Dark Lunacy ed Elvenking): il loro heavy-thrash senza troppe pretese scorre via senza destare l'attenzione generale, anche a causa dei soli 15 minuti a disposizione. Tutt'altra storia con i romani DGM, un gruppo prog davvero in gamba: la loro proposta, che attinge a piene mani dai maestri americani (Symphony X in primis), non inventa nulla, ma il livello tecnico non si discute e le canzoni sono ben suonate e interessanti: alla fine risulteranno tra i migliori della giornata. Niente di che, invece, i successivi Macbeth: la voce femminile non si distingue nè per bravura ne per personalità (va bene che un paio di tette tirano più di una chitarra distorta, ma sulla scena c'è ampiamente di meglio), e quella maschile non migliora certo la situazione; anche le canzoni, a metà strada tra heavy e gothic, alla lunga lasciano un fastidioso senso di deja-vu. Dopo una birra e un toast, si torna sulla pista: l'inconfondibile discorso iniziale del Sergente Hartman, direttamente da "Full Metal Jacket", è il segnale del sipario che si apre sui brianzoli Node. Chiamati all'ultimo minuto per i forfait di Labyrinth ed Eldritch, la loro è un'esibizione di pura potenza, che attira fin da subito il pubblico con un death metal tirato al punto giusto ed estremamente coinvolgente, che alla fine lascia tutti soddisfatti e senza rimpianti. A questo punto, mentre sul palco suonano i Necrodeath, io mi sposto in sala fumatori, dove socializzo con una coppia di estrosi cugini, Katia e Marco (a.k.a. "Mastro", in tributo ai Metallica), e insieme contempliamo il devasto generato da un branco di ubriaconi che rompono i coglioni a tutti i presenti, noi compresi: da segnalare un pazzo con la maglia dei Megadeth, che attacca bottone con chiunque gli capiti a tiro cercando di convincerlo che il suo amico era il cantante dei Sadist, e un beone strafatto che, dal nulla, si siede di fianco a noi e inizia a raccontarci delle sue numerose esperienze alcolico-stupefacenti, prima di addormentarsi sul divano. Ci mancherà. Anche Mastro non vuole da essere da meno e, ormai dominato da tutto il rum che ha in corpo, decide che la sua missione della giornata è provarci con tutte le creature di sesso femminile che entrino nel suo campo visivo, possibilmente cozze. Io e Katia torniamo giù in tempo per le ultime canzoni dei Graveworm (inattaccabili dal punto di vista tecnico, mentre molto si può dire sulla qualità e varietà dei pezzi, dei quali alla lunga si fatica parecchio a distinguere la differenza), e prendiamo posto in attesa dell'esibizione dei Vision Divine: il gruppo power toscano vince e convince, grazie a una proposta musicale molto variegata (che, in un genere statico come il power, è quasi una manna dal cielo) e soprattutto al carisma e alla simpatia del cantante Michele Luppi, davvero valido pur essendo fondamentalmente un cantante hard rock, e ormai a suo agio nel sostituire un mostro sacro come Fabio Lione. Non me ne vogliano gli Extrema, ma il loro show viene sacrificato in nome della fame: appurato che al bancone dell'Alcatraz sono finite le vettovaglie, lasciamo il locale con l'apposito braccialetto e vaghiamo nei dintorni alla ricerca di una fonte di cibo; il misterioso McDonald's dove diceva di aver pranzato Mastro non viene trovato, così ci accontentiamo di un kebab, e torniamo tra la folla giusto in tempo per gli ultimi, gradevoli minuti dei Sadist, e per scambiare quattro chiacchiere con i ragazzi dello stand di TrueMetal. Ma il gruppo successivo è assolutamente da non perdere, l'attesa è grande e le aspettative vengono mantenute: i livornesi Strana Officina, uno dei primi e più importanti gruppi heavy italiani, mettono a ferro e fuoco il locale con una potentissima esibizione. Rolando Cappanera alla batteria picchia come un forsennato, il cugino Dario macina riff e assoli con grande presenza scenica, lo storico bassista Enzo è sempre pulito e, infine, il frontman Bud Ancillotti trascina il pubblico, sulle note di grandi classici come "The Ritual", "Non Sei Normale", "Profumo Di Puttana" e "Autostrada Dei Sogni", prima della devastante accoppiata finale "Metal Brigade" - "Officina". Promossi con lode. Qualche minuto per riprendere fiato, e sul palco arriva il trascinatore Pino Scotto con i suoi Fire Trails. L'idolo di tutti i metallari d'Italia non perde occasione per lanciare le consuete, polemiche accuse (questa volta il suo bersaglio è il Festival di Sanremo appena conclusosi), condite da insulti vari. Ora, si possono condividere o meno i toni, e il rischio di cadere nella retorica e nella demagogia è sempre forte, ma oggettivamente è difficile dargli torto quando dice: "Ai tempi dicevo che non ci sarebbe stato futuro per il rock in questo paese; sono passati 25 anni... e non è cambiato un cazzo!". Musicalmente parlando, prova impeccabile della band, che ripesca alcune perle dal repertorio dei vecchi Vanadium di Pino (devastante "Run Too Fast"), e chiude alla grande con una cover dell'immortale "Highway Star" dei Deep Purple. Mi spiace per gli headliner Death SS, ma considerando che non sono esattamente il mio genere, e che a quel punto tutti i miei muscoli chiedevano pietà, lascio l'Alcatraz dopo il penultimo gruppo e i saluti ai vari compagni d'avventura. Nel complesso una bella esperienza, grazie anche alla qualità dei suoni, sorprendentemente buona visti i precedenti della location; un appunto si può fare sul discorso-vitto, che vantava unicamente degli approssimativi toast da 3 euro, peraltro finiti prima delle 5: qualcosa di meglio, visto la portata dell'evento, si poteva fare. Per il resto, una giornata più che positiva, in attesa del vero tour de force metallico di quest'estate. Ancora una volta, Heavy Metal Is The Law! February 29 Forse ve ne siete accorti...Salve a tutti
mi scuso se in queste settimane sono stato un po' assente (per usare uno sfumato eufemismo), ma ho avuto una serie incredibile di casini informatici, così tanti che a scriverne verrebbe fuori un'enciclica. Ora finalmente - scongiuri - tutto sembra risolto. Alla luce degli ultimi eventi, mi vedo costretto a modificare la scaletta degli interventi: quello sulle email di catena è rinviato a data da destinarsi, dato che, reinstallando Windows, ho perso tutte le email conservate su Outlook; in compenso sono prossimi all'uscita quattro righe sull'Italian Gods Of Metal a cui assisterò domenica, e due piccoli tributi a due grandi personaggi. Di chi si tratta? Lo scoprirete solo vivendo. Ciò detto, mi congedo dandovi appuntamento ai prossimi giorni. Stay Rock! - NESSUN NEURONE UMANO E' STATO SFRUTTATO E MALTRATTATO DURANTE LA REALIZZAZIONE DI QUESTO INTERVENTO - February 03 L'angolo dei giochi mongoliBenvenuti, miei fausti e deviati lettori! E' il momento dei giochi mongoli! Yeeeehh!!!
Trattasi di una serie di simpatici giochini in cui i malcapitati utenti potranno cimentarsi, all'insegna del cazzeggio e dell'ilarità. No, non ci sono premi in palio. Sì, fanno ridere, almeno credo. No, non li ho inventati io, li ho freg...ehm, presi in prestito in giro per la rete. Sì, vi faranno perdere circa 90 secondi della vostra vuota esistenza. Sì, sono trash, insensati e inutili, come tutto il resto del blog, d'altronde. Per il gioco di oggi avrete bisogno soltanto di un riproduttore musicale, che sia l'iPod, Windows Media Player, Winamp o chicchessia (in ogni caso più canzoni contiene meglio è). Impostatelo su "riproduzione casuale", dopodichè, ad ognuna delle seguenti domande, premete "avanti", e usate il titolo della canzone che capiterà come risposta alla domanda. Quindi commentate il risultato attraverso i commenti all'intervento, anche se non ha senso e sfida ogni legge della logica e della sintassi. Mi hanno detto che è vietato barare, altrimenti viene meno l'effetto comico. Eh sì, anche i passatempi più stupidi hanno delle regole. Basti pensare alle elezioni... Per dimostrare la mia buonafede, mi cimenterò io stesso nel giochino. Pronti... via! 1) Come ti senti oggi? Hammerfall, "Rising Force"... una forza della natura! (see, come no)
2) Dove arriverai nella tua vita? Chumbawamba, "Amnesia"... a dimenticarmi ogni cosa che so... 3) Come ti vedono i tuoi amici? Yngwie Malmsteen, "Fury"... come una furia? Ma sarà vero? 4) Ti sposerai? Fabrizio De Andrè, "La Morte"... LOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL!!!!!!!!! 5) Qual è la canzone adatta al tuo migliore amico? Ensiferum, "Hero In A Dream"... ellamadonnah! non esageriamo! 6) Com'è la tua vita? Månegarm, "Vinternattskväde"... no parlo tua lingua, familia povera...
7) Com'è il tuo liceo/lavoro? Bob Dylan, "Desolation Row"... uhm, che culo!
8) Qual è la tua filosofia di vita? Mago De Oz, "Mañana Empieza Hoy"... giusto, il domani inizia oggi! Essere propositivi sempre!
9) Qual è la cosa più bella dei tuoi amici? Biglietto Per L'Inferno, "Confessione"... eh, mi confidano tutto... 10) Che hai in programma per questo weekend? Led Zeppelin, "The Battle Of Evermore"... andrò a combattere qualcosa da qualche parte...
11) Una canzone per descrivere i tuoi nonni? Cranberries, "Free To Decide"... sono liberi di decidere (cosa?!? come?!? per qual motivo?!?!)
12) Come ti va la vita? Queen, "Don't Stop Me Now"... non so cosa voglia dire, ma tu a buon conto non fermarmi 13) Come ti vede il mondo? Blind Guardian, "Born In A Mourning Hall"... ma non c'entra niente!! 14) Avrai una vita felice? Mike Oldfield, "Moonlight Shadow"... uhm... ssssì...
15) Cosa pensano realmente di te i tuoi amici? Sacred Reich, "Supremacy"... che sono supremo! (cosa vuol dire?!?)
16) La gente, segretamente, ti brama? Iron Maiden, "Infinite Dreams"... di più, mi sogna! (a dire il vero non penso, ma non importa) 17) Come posso essere felice? At The Gates, "Cold"... trasferendomi in Siberia
18) Avrai dei figli? Iron Maiden, "Running Free"... sì, e saranno dei ribelli...
19) Se un uomo su un camion ti avesse offerto una caramella tu cosa avresti fatto? Dimmu Borgir, "The Night Masquerade"... sarei fuggito mascherato da Shagrath XD 20) Cosa pensa di te tua mamma? Mithotyn, "Upon Raging Waves"... aha, hmhm...
21) Qual è il tuo più grande segreto? Sonata Arctica, "Silver Tongue"... ho la lingua d'argento! (cosa vuol dire?!?) 22) Qual è la canzone del tuo peggior nemico? Korpiklaani, "Journey Man"... è uno che viaggia di continuo...
23) Com'è la tua personalità? Rainbow, "Tarot Woman"... lo capirò facendo leggere i tarocchi a una tizia
24) Che canzone verrà suonata al tuo matrimonio? Running Wild, "Diabolic Force"... uahahahahahahahaha, l'ideale da suonare in chiesa! XD Ah, naturalmente potete farlo anche più di una volta, il bello del giochino è che dà risultati diversi sempre e comunque! Buon divertimento!
January 27 Mode "nonsense": on
Intro - Onestamente non ho molta voglia di mettermi a scrivere un intervento decente. Non perchè non abbia cose da raccontare, ma mi manca l'ispirazione. Però l'ultimo era troppo serio, dà un'immagine di me matura e lucida che non mi si addice :P Chapter I - Doveroso l'omaggio al mio fratellino neo-sedicenne Danny, di cui ieri sera abbiamo degnamente celebrato il compleanno, all'insegna di alcol, follia e devasto puro! Naturalmente il regalo - un braccialone di borchie alla Burzum - non era il massimo dell'originalità, del resto l'ho scelto io... ma il diretto interessato è sembrato soddisfatto, meglio così. Sinceramente non so ancora come ho fatto a riportare Roberta sana e salva a casa in macchina, ma non importa; piuttosto, ringrazio tutti i presenti per la gran serata, soprattutto la crew di Zabaione: se tanto mi dà tanto, quando tornerà Jack dall'America, ci sarà l'Apocalisse. Chapter II - Era nell'aria da tempo, e alla fine è successo: questo governo del cazzo è caduto, e ora, a meno di miracoli, ci toccherà un altro quinquennio berlusconiano. Comincio a solidarizzare con il progetto di mio fratello di espatriare nell'assolata Spagna... vorrei avere il suo coraggio, la forza di mollare tutto e rimettermi in gioco da un'altra parte, ma temo proprio che le mie rimarranno semplici parole. Chissà, forse sono più attaccato alla mia realtà di quanto io stesso voglia ammettere... Chapter III - Sono convinto che il semplice mettere nero su bianco i buoni propositi sia il metodo più efficace per non realizzarli. C'è ancora da vivere il 90% del 2008, e già uno su dieci è andato a puttane, e altri due rischiano concretamente di seguire il suo esempio. La prossima volta li scriverò su uno di quei biglietti di James Bond che si autodistruggono dopo averli letti. Chapter IV - Tornando a uno in particolare di quei propositi, i programmi per l'estate si stanno delineando in maniera del tutto inaspettata. Ferma restando la mia partecipazione al Gods Of Metal (a proposito, pregherei quel poser di Dario di sbrigarsi a prendere gli abbonamenti, visto che mancano... uhm... TRE GIORNI!), quella al Summer Breeze Open Air comincia a diventare qualcosa di più di una semplice idea campata per aria. La location è davvero splendida (un borgo medievale tedesco), il prezzo sicuramente inferiore rispetto agli altri programmi, e il calendario delle band - Helloween, Korpiklaani, Ensiferum, Behemoth, Eluveitie, Saltatio Mortis e Diablo Swing Orchestra tra gli altri - decisamente succulento. Certo, per agosto pensavo a qualcosa di estraneo al metal, ma di questo passo... Chapter V - L'esame di Sociale è andato meglio del previsto. Ora pensiamo a Generale, non sarà così semplice. Chapter VII - Il capitolo VI non mi andava di scriverlo. Chapter VIII - Gli auguri a Danny li ho già fatti? Ah sì, cazzo. Chapter IX - Ok, gli ultimi due capitoli li ho fatti stupidi apposta, per non perdere il vizio. E' che di questi tempi ho un'insana e preoccupante tendenza a tirarmi pacchi. Certo, l'esame appena superato mi ha dato una bella iniezione di fiducia, però non riesco a togliermi dalla testa la sensazione che questo 2008 non reggerà minimamente il confronto con l'anno che lo ha preceduto. Magari è solo una sensazione, sono io che mi lascio turbare dai miei casini sentimentali (che, nonostante l'ottimismo sbandierato nel precedente post, non accennano a risolversi, anzi); certo, il mese di gennaio è decisamente foriero di seghe mentali, e non solo per me. Anzi, sapete che vi dico? Se il Berlusca, nel suo programma elettorale, inserisce una modifica del calendario in modo da passare dal 31 dicembre al 1 febbraio, quasi quasi lo voto. Outro - Che intervento orribile, mi compatisco da solo. Quasi quasi lo cancello, e lo sostituisco con una lista di frasi celebri di Kurt Lewin. Vabbè, magari no. Faccio il bravo.
January 08 "E' stato meglio lasciarci, che non esserci mai incontrati..."Questo intervento è strano per me. Per l'ora in cui lo sto scrivendo (anche se pubblicato più tardi, ho iniziato a scriverlo all'1.08 di martedì 8 gennaio); perchè, scrivendolo, disobbedisco alla regola che mi ero imposto, di non trattare su un blog ad accesso pubblico delle mie faccende sentimentali; perchè, stanotte, sto tentando di rendere omaggio, con delle semplici parole, a una persona la cui importanza per me non è quantificabile in nessuna scala di misurazione. I più attenti lettori di questo coacervo di assurdità volgarmente chiamato "Windows Live Space" sapranno che, qualche mese fa, mi sono fidanzato con una mia grande amica; costoro sappiano che oggi la nostra storia è terminata. Inizialmente, quando questa relazione era agli inizi e mi lasciavo trascinare dall'amore e dall'entusiasmo, pensavo con orrore a questo giorno: lo immaginavo lontano e minaccioso, pensavo a me stesso riverso sul letto in preda al dolore, di quelli che ti stringono lo stomaco in una morsa di acciaio e ti fanno versare fiumi di lacrime. Questo giorno è arrivato molto prima di quanto pensassi, ma non mi sento così. Non sto piangendo. Sono calmo. Sono sereno. Ovviamente, ciò non significa che i miei sentimenti fossero deboli o falsi, non significa che io non abbia sofferto, man mano che nella mia mente si faceva strada la consapevolezza di ciò che sarebbe accaduto; ma, per quello che è stato il nostro rapporto finora, per quello che proviamo l'uno per l'altra, questo non è l'inizio di un periodo di dolore interminabile e intenso. E' l'inizio di una nuova, bellissima fase del rapporto tra un ragazzo e una ragazza. Ho pensato molto spesso, in questi giorni di introspezione, a come tutto è cominciato. Per caso, come iniziano tante amicizie e tanti amori. Sembra che sia passato un secolo, invece era poco più di anno fa. Era una festa di compleanno; io ero diverso, più insicuro, più timido, e lei era felice e fidanzata con un'altra persona, che conoscevo appena. (Ho fatto molto male a questa persona, pur non volendolo, e altrettanto male ho ricevuto da lui. Ci sono state incomprensioni a non finire in questi mesi, torti reciproci, bugie e sofferenze. Non so se torneremo mai a essere amici, dopo quello che è successo; vorrei solo dire che mi dispiace che sia finita così.) Abbiamo cominciato a sentirci, in chat, a conoscerci: mi colpiva la sua simpatia, la sua spontaneità e la sua prorompente allegria; e conoscendola meglio, mi colpiva soprattutto come lei sapesse vedere in me degli aspetti che io stesso ignoravo, come sapesse tirare fuori da me il meglio, più di chiunque altro avesse mai fatto prima. Ma poi la sua grande storia d'amore è finita; io ne ero dispiaciuto, vedendola soffrire, e le stavo accanto, osservando i suoi tentativi di ritrovare la felicità perduta cercandola in persone che non potevano aiutarla. Osservavo, e sentivo qualcosa cambiare dentro di me: sentivo che quell'amicizia aveva qualcosa di strano, di particolare, e cominciavo a chiedermi (e chiederle) se non potessi essere proprio io la persona in grado di renderla di nuovo felice. Qualcuno forse sorriderà, e dirà che già allora facevo un po' il "doppio gioco", magari quando ancora lei era sentimentalmente occupata. Lasciate che io dica a costoro che si sbagliano: io non mi vedevo insieme a lei, non lo credevo possibile, preferivo pensare a un'amicizia un po' più profonda del normale. Certo, mi piaceva fisicamente e spiritualmente, ma quanti di voi possono dire di non essere mai stati attratti da una loro amica, senza aver mai pensato a un approccio? Ma in realtà, più passavano i mesi, più cresceva in me la consapevolezza che la mia non era semplice amicizia, no; certo, ognuno aveva le proprie storie in ballo, ci confidavamo tutto, ci consolavamo a vicenda quando eravamo giù, ridevamo e scherzavamo, fin qui tutto ok. Ma quella strana sensazione, quel velo di tristezza quando vedevo allontanarsi il treno che la riportava a casa, quella felicità improvvisa nel veder comparire la scritta "in linea" di fianco al suo nick, quella voglia di contare i giorni che mancavano a quando ci saremmo visti di nuovo... tutto questo non era normale. Quando poi mi ha rivelato il suo desiderio di partire, di andare a provare nuove esperienze lontano, dove non potevo vederla e sentirla, ora che "non era più legata sentimentalmente", mi sono sentito crollare il mondo addosso. Un'amicizia normale, se c'è la volontà da entrambe le parti, si può riprendere col tempo, ci si può tenere in contatto, magari anche una volta al mese; ma l'idea di passare anche una sola settimana senza di lei mi appariva una pena da girone dantesco. E se fosse amore? No, non può essere, sono io che non ci capisco un cazzo, sono stressato, sono ubriaco o comunque non in me, non posso essere così pazzo da mettere a rischio una delle amicizie più belle mai trovate in nome di un rapporto che... che futuro avrebbe potuto avere? "La regola dell'amico non sbaglia mai" cantava tanto tempo fa un signore che allora aveva i capelli e adesso non più; e io mi sono sempre attenuto a questa frase come se fosse un dogma, una verità inconfutabile e scientificamente provata. Ma quando mi ha parlato quella sera, prima di partire per le vacanze, quando mi ha dimostrato quanto fosse affezionata a me, al punto da mettere in dubbio il suo "american dream" pur di non perdermi... non ce l'ho fatta, e le ho detto quello che non avevo mai detto neppure a me stesso. "Non so cosa voglia dire davvero essere innamorato, ma credo di esserlo", questa la summa del mio discorso disarticolato. E adesso? Lei parte, poi anch'io... staremo lontani, ci penseremo... e se al nostro ritorno, potesse nascere davvero qualcosa di più? "Se qualcosa può andare storto lo farà", questo dice la Legge di Murphy: e come volevasi dimostrare, mentre io mi distraevo in Germania tra birra e concerti, lei viveva la sua storia dell'estate. Per la seconda volta vedevo le mie certezze crollare, appuravo come lei fosse contenta della sua condizione attuale, pur non essendo innamorata. "Ma chi stai prendendo in giro? Ci hai creduto, ma sapevi anche tu che non sarebbe mai accaduto", questo mi diceva il mio amico invisibile con le borchie e la maglia dei Death, e io demoralizzato rivolgevo la mia attenzione su mete meno impegnative. Senonchè... di nuovo qualcosa non quadra. Questa volta è gelosia, reciproca, ognuno per la "storia" dell'altro; ma, mentre non c'era da sorprendersi se io non vedevo esattamente con entusiasmo il suo nuovo "boyfriend", si poteva dire la stessa cosa di lei? Nonostante io mi fossi impegnato a togliermi quel pensiero dalla testa, nonostante le avessi confidato i miei sentimenti ma nel frattempo cercassi di giocarmi le mie carte con un'altra, quel pomeriggio al parco mi sono lanciato. E le ho strappato un bacio. Vittoria, ho vinto la mia atavica timidezza! E ora... e ora cosa? Di nuovo altri viaggi mentali, altri silenzi imbarazzati, quelle parole "siamo amici" ribadite come se fossero la formula magica che risolve tutti i problemi. Quella volta pioveva. Il giorno prima mi aveva chiesto di non provare a baciarla, e io le ho detto di sì, cosa potevo risponderle? E invece no, sarà stata la pioggia, sarà stata la magia nell'aria, ma quel giorno siamo stati insieme 7 ore e avremo parlato a dir tanto 20 minuti. Intenso, avvolgente, romantico, gli aggettivi si sprecavano così come le domande. Adesso che si fa? Non stiamo insieme... o sì? E se facessimo un periodo di prova... sì, certo, non ci credeva nessuno, e di fatti non se n'è più parlato. Basta, si sta insieme. L'impresa è compiuta, la battaglia è vinta. Max Pezzali, l'amico invisibile, signor Murphy, tutti a novanta davanti all'uomo che ha violato il tabù. Era bello pensarlo. Era bello vederci nella mente passare il Capodanno insieme, in vacanza insieme, festeggiare un anno insieme, o magari di più, perchè no? "Perchè non vi trovate un lavoro e andate a convivere?". Papà, la prossima volta stiamo zitti, nè? Avrei dovuto capirlo. Avrei dovuto dare più credito a tutti i pareri che dicevano che non sarebbe durata, che avremmo sofferto, che da una grande amicizia non può nascere un grande amore. Avrei dovuto, e non l'ho fatto. E sapete cosa vi dico? Che sono contento di non averlo fatto. Mi sarei perso tanti bellissimi momenti, non l'avrei resa felice come avevo promesso di fare e come credo di aver fatto. Non sto piangendo mentre scrivo queste parole. Pensandoci con la lucidità che solo una nottata senza alcol può dare, lei mi amava da molto tempo, ma non è mai stata innamorata di me. E allora amiamoci, anche non fisicamente, ma amiamoci, perchè "voler bene" è troppo riduttivo per un sentimento grande e bello come il nostro. La nostra storia d'amore non è finita, si è solo trasformata in qualcosa di diverso, di più stabile. Ho preteso troppo, ho voluto avere la ragazza e la migliore amica allo stesso tempo. Dovevo scegliere, e ho scelto quest'ultima, per il mio e il suo bene. E, anche se nessuno mi crederà, penso che sia meglio lasciarci dopo 3 mesi e volerci ancora bene e stare bene l'uno con l'altra, piuttosto che dopo 10 anni e soffrire e avere bisogno di stare lontani per sopravvivere. Io non posso sopravvivere lontano da lei. Cosa succederà adesso? Non posso saperlo. Ma so una cosa: i miei sentimenti per lei sono cambiati nella forma, ma non nella sostanza. Starò vicino a lei, riderò con lei, la consolerò se è il caso. E so che, ogni volta che ne avrò bisogno, lei ci sarà. "E mi dico, è stato meglio lasciarci, che non esserci mai incontrati" (Fabrizio De Andrè, Giugno '73) Ti voglio bene, piccola mia. Ora e sempre. January 05 Il milanese modello(Il seguente testo è stato tratto integralmente da un omonimo mp3 disponibile su Emule. Si può trovare, con leggerissime modifiche, anche su vari siti e blog)
Il milanese modello Agosto 2007 Trent’anni. Madre svizzera di famiglia borghese ginevrina; padre gallerista di famiglia un tempo nobile; fratello cardiochirurgo. La madre ha fatto architettura, ma l’unica casa che ha ristrutturato è stata quella del marito, in via Vincenzo Monti. Il milanese modello ha fatto l’asilo alla steineriana, le elementari e le medie alla Sir James Henderson School (scuola inglese); poi il liceo classico al Parini ed economia alla Bocconi. Dopodiché, master alla Columbia. I suoi hanno una casa a Parigi, nel Marais, e una a Londra, a Soho. I nonni paterni hanno una casa a Courmayeur e una a Paraggi, quelli paterni a Saint Moritz. Suo zio architetto è stato un brigatista di grande successo; un altro suo zio, invece, è quello che ha inventato il Walkman. Abita in piazza Conciliazione in un trilocale regalatogli dai genitori per la laurea, ma sta puntando a un attico in una zona "meno da arrivé" (come ama ripetere lui). Pensa all’attico perché "se a Milano dalla tua finestra non vedi Madonnina, Velasca e Pirelli, sei uno stronzo". Il suo architetto preferito è ovviamente Luigi Mattioni. Lavora in Goldman Sachs, guida una Cayman S e come moto ha una Speed Triple. Nel box ha una vecchia Vespa Et3 grigia; gli piace pensare che la regalerà a suo figlio. Ha un impianto tutto della Linn comprato da Buscemi e un plasma Pioneer da cinquanta pollici. Ha 600 libri, 200 cd e 100 dvd. Il suo scrittore preferito è Bret Easton Ellis. I suoi film preferiti sono Ecce Bombo e Wall Street. Di Wall Street aveva anche il poster, dovrebbe essere ancora a casa dei suoi, appeso in quella che era la sua stanza. Sa a memoria tutte le battute, in italiano e in inglese. Nell’iPod da 80 giga ha: Satie, Adam Beyer, Ladytron, Camerini, Battiato, Club Dogo, Son Kite, Bugo, Darkel, Duran Duran, Bronski Beat, Morricone, Vangelis, Gwen Stefani, Kraftwerk, Marco Carola. Ha anche Frangetta (la versione scaricata legalmente). L’appartamento glielo ha arredato la madre. Il frigo è un General Electric. Inutile sottolineare che l’orologio appeso in cucina è un Mondaine. È fidanzato da tre anni con Ginevra, una venticinquenne figlia di pubblicitari che lavora a Vogue e che abita da sola in un bilocale di corso Vercelli. Alle pareti in salotto ha: un disegno di Mirò, due lavori di Vanessa Beecroft, un arazzino di Boetti e, accanto al cactus di plastica della Gufram, un lightbox di Luca Pancrazzi. Immancabile il multiplo di Warhol in camera da letto. Il nostro amico ha 39 camicie su misura della Olga, tutte con le (quattro!) cifre, 22 completi sartoriali e 31 paia di scarpe. Ha la collezione completa di polo Lacoste, ordinate nell’armadio secondo la scala cromatica, e una decina di paia di jeans. I suoi amici sono vari ed eventuali. Ha sempre fatto in modo che le sue amicizie fossero varie, assortite e ben calibrate. Nella rubrica del suo Nokia (piccolissimo perché "il cellulare grosso è da terroni, e il palmare è da rappresentanti"), accanto al cognome di qualche prodotto del supermercato, ha i numeri di: banker arrivisti, creativi scapigliati, personal trainer, esercenti, figli di esercenti, medici, artisti concettuali, figli di artisti concettuali, critici alla canna del gas, galleristi, pr, mediatori immobiliari, Ezio Greggio. Il suo computer è un Vaio. Su Smallworld ha 320 contatti. Non fuma. Si fa le canne e ogni tanto (ma solo nei week-end) pippa con gli amici. Quando il venerdì sera è strafatto, manda sms agli amici più intimi alle quattro di notte, del tipo: "PERCHÉ IO FACCIO I TAVOLI CON MATTEO ARPE, TAC!", e il giorno dopo ne ridono tutti, mentre sono in fila da Chocolat in via Boccaccio. I suoi venerdì li passa tra Hollywood, The Club e Plastic. Anni fa andava anche allo Zip, poi si è dato una regolata. Quando gira per locali adora ripetere con affettato disprezzo: "Che gente, che livello!". L’aperitivo lo fa praticamente solo da Biffi in piazzale Baracca o da Marchesi in corso Magenta. Il sabato sera lo passa con la fidanzata, magari a cena da Zero, ma dopo le undici sempre a casa, con dvd e canna. Appena cambierà casa, si comprerà un dogo argentino. Ginevra, che vorrebbe tanto un gatto di quelli senza pelo, preferirebbe per lui un labrador nero con il collare rosso. January 01 Edit - versione 2.1Aggiungo un nuovo proposito fresco fresco, coniato per l'occasione:
11. decidermi, una volta per tutte, a ignorare certa gente rancorosa, bugiarda e ipocrita, neppure in grado di distinguere una battuta scherzosa e inoffensiva da un affronto vero, ma buona giusto a vomitare ridicole e insensate parole d'odio.
Già, sarà un 2008 impegnativo... I buoni propositi - versione 2.0Miei affezionatissimi, rieccoci qui, un anno dopo, a tirare le somme di questo 2007 in cui è successo davvero di tutto. Rispetto al 2006, tutto sommato piacevole ma nulla di eccezionale, il 2007 è stato davvero una cascata di eventi, molti positivi e alcuni anche negativi, e soprattutto per la maggior parte inimmaginabili nel momento in cui, 12 mesi fa, scrivevo un post con un titolo simile... Tra le altre cose: - ho finalmente chiuso la mia nefasta esperienza liceale, lasciandomi alle spalle anni di sofferenze, litigi e incomprensioni; - ho iniziato l'università, facoltà Psicologia: certo, come inizio è stato un po' a fari spenti, ma in un certo senso me l'aspettavo; la cosa più importante, in questo senso, è stata inserirmi in un ottimo gruppo di persone, ciò che più mi è mancato al liceo; - ho vissuto la devastante esperienza del Wacken Open Air: una settimana intensissima, piena di splendide esibizioni musicali e momenti di vita assolutamente folli; una settimana che ha praticamente nobilitato da sola il resto dell'estate; - ho finalmente preso la patente, dando il via al mio personalissimo rapporto di amore-odio con la guida. Più odio che amore, ripensandoci, ma tanto arrivo a Lesmo in meno di 40 minuti, per ora mi basta. - sono entrato di persona nel magico mondo dell'Haggard Forum, conoscendo così persone del calibro di Mac, Highelf, Red, Jovan e tanti altri, che hanno causato un danno irreparabile nel mio equilibrio psichico, eliminando per sempre ogni mia pretesa di essere una persona perbene; - ho realizzato due dei miei sogni musicali, ossia vedere dal vivo Rush e Haggard (questi ultimi a dire il vero li ho visti 3 volte, ma sono dettagli) - ho iniziato a fumare, ho smesso, e ora non so nemmeno più se sono o meno un fumatore; - ho visto i monasteri bulgari!! (questa potevo anche tralasciarla); - ho scoperto i Månegarm! ..... scusate (ditino). - ho anche vissuto importanti esperienze nell'ambito della mia vita sentimentale: sono stati 12 mesi a fasi alterne, ho attraversato probabilmente tutti i possibili sentimenti umani (gioia, speranza, depressione, esaltazione, senso di colpa, rassegnazione, terrore, rabbia, gelosia, amore, invidia, ecc.), potrei quasi dire che sono successe più cose quest'anno che in tutti quelli passati. E adesso ho la netta sensazione che neppure il 2008 mi permetterà di annoiarmi: come ho detto a una persona, spero solo che non sia COSI' intenso, altrimenti le mie coronarie potrebbero risentirne. Passiamo ora alla parte più autolesionistica del Capodanno: I BUONI PROPOSITI! Leggo or ora la lista dell'anno scorso: 1. Organizzare decentemente la prossima estate (vedi Wacken Open Air) - direi che ce l'ho fatta, e ne è valsa la pena! Yeah! 2. Finire questo tormentatissimo liceo e passare la maturità con un punteggio alto - 83, non mi posso lamentare; 3. Crearmi un buon giro di amici all'università - anche qui direi che ho avuto successo, come descritto qualche intervento fa (oh, 3 su 3 finora! Mai accaduto!); 4. Finire quello che ho lasciato in sospeso dal 2006, e prima ancora dal 2005 - ... e credo che rimarrà in sospeso ancora per tutto il 2008 :D 5. Uscire a bere più spesso - direi che tra meeting, Bulgaria, Wacken e 111 ho pienamente assolto il mio compito... 6. Imparare a guidare bene prima che scada il foglio rosa - beh, tecnicamente l'ho fallito, dato che ho dovuto dare la pratica due volte, e nel frattempo è scaduto... però nel complesso ho imparato a guidare decentemente, ed è la cosa più importante; 7. Mettermi finalmente a dieta - ehm... tasto dolente... 8. Organizzare una cena con i miei ex-compagni delle medie - ok, noi della A eravamo ancora 4 gatti, però c'era tanta gente dell'altra sezione, e alcune scene erano assolutamente meritorie, quindi direi che è passato; 9. Trovarmi un lavoretto per l'estate - non è stata colpa mia, io volevo farlo, ma avevo un esame in ballo, ero senza benzina, ho lasciato il portafoglio nei pantaloni in tintoria, mi è crollata la casa, c'è stata un'invasione unna, il terremoto, le cavallette! Non è stata colpa mia!!! 10. Essere me stesso - doveva essere bonus, quindi... Beh dai, 6 su 10... poteva andare peggio! Vediamo cosa potrei chiedere a me stesso in vista di questo 2008 nuovo di zecca: 1. Passare i due esami di Generale I e Sociale, più tutti quelli del prossimo semestre, in modo da poter arrivare al nuovo anno senza trascinarmi dietro residui di prove con cui fare i conti in seguito; 2. per una maledetta volta nella vita, mettermi a dieta! Cazzo! 3. come citato sopra, trovare stabilità nella mia vita sentimentale. Un altro anno come questo potrebbe interessare Moccia per l'ennesimo stucchevole best-seller, ma sarebbe un po' troppo "impegnativo" da vivere; 4. farmi almeno un festival quest'estate, che sia Gods, Wacken, Metalcamp, Bang Your Head o sa il diavolo; 5. organizzare una vera vacanza estiva, fuori dal discorso-metal, preferibilmente con la mia ragazza (la Spagna mi attira molto, però anche una visitina dalla Novy nella mia adorata Sicilia ha il suo fascino); 6. comprarmi una pipa. Mi ispira troppo; 7. scrivere più recensioni per Truemetal; certo, quegli infami potrebbero anche pubblicare le poche che mando, però anche io finora non mi sono impegnato troppo; 8. comprarmi un lettore mp3: è da prima della maturità che lo rimando, ora il problema sta diventando molto serio, perchè stare senza musica fuori casa è un tormento; 9. LAVORARE! Ho bisogno di soldi! 10. Respirare. (anche questo è un proposito bonus) A essere sinceri, ci sono degli altri desideri che vorrei realizzare, ma non posso considerarli "buoni propositi" perchè, con tutta la buona volontà, da solo non posso combinare granchè: - non essere più coinvolto in altri incidenti stradali. Una serata come quella del 24/10/2007 non voglio riviverla mai più; - vedere il Milan di nuovo competitivo in Italia; - ascoltare "Tales Of Ithiria"; - vedere la reunion degli Helloween con Kiske e Hansen... io ci provo, non si sa mai... - non assistere a un altro governo Berlusconi. Ne ho avuto abbastanza. - un po' più di serenità in famiglia... è stato un anno un po' problematico, soprattutto per i miei zii. Certo che io interventi brevi non so proprio farne, eh...? Bon, direi che l'appuntamento è per il 1 gennaio 2009, l'anno in cui sarò universalmente maggiorenne e tutti quanti andremo a morire al ventennale di Wacken. Ciò detto, auguro a tutti quanti, italiani, stranieri, belli, brutti, bianchi, neri, gialli, cani e porci un felice 2008 all'insegna di sesso, droga e rock 'n' roll! (occasionalmente la droga potrà essere sostituita con alcol presentando un apposito pass) Long live all of you! December 29 Papyrus containing the spell to preserve its possessor against attacks from he who is in the water
(Premessa: il titolo dell'intervento non ha nulla a che vedere con il suo contenuto. Semplicemente è il titolo di una canzone che stavo ascoltando, e mi faceva ridere pensarlo, con la sua lunghezza spropositata, come nome di un singolo... per chi fosse interessato, è la traccia n°4 dell'album "Ithyphallic" dei Nile) Ma ben ritrovati, miei affezionati seguaci del Verbo dell'Inutilità! Avete trascorso piacevolmente il vostro "Sant'Anastasia di Sirmio martire Day"? Bene, perchè io no. D'accordo, ho mangiato come un tacchino all'ingrasso, mi sono ingozzato di lasagne, Lindor e marzapane, ho passato una piacevole vigilia con la mia ragazza (a tal proposito ringrazio pubblicamente i vertici di Trenitalia, che con il loro impeccabile operato mi hanno spinto a bestemmiare di meno, nel senso che gli insulti prima diretti al Pantheon li ho rivolti a loro), e mi sono divertito a tornare bambino per un pomeriggio, giocando con i miei cuginetti di 5 anni e 8 mesi. Poi, come in ogni cosa, c'è il Rovescio Della Medaglia (li sto ascoltando ora, ahaha! Niente, era una battuta che non potete capire XD): i pallosissimi ritrovi con i parenti, per esempio; con mia cugina che a 14 anni ancora si vergogna a rivolgermi il saluto, mia nonna che non capisce 9/10 delle frasi che le sono rivolte, e passa il tempo a lamentarsi che "non sorrido e non mi taglio i capelli" (sic), e mia zia paterna che, forte del suo conto in banca a nove zeri, mi ha regalato addirittura un CARICAPILE (non è che volessi per forza un regalo sfarzoso, però, se proprio vuoi farne uno utile, regalami un paio di mutande, almeno avrei più occasione di usarle!). Per esempio l'esame di Statistica, che a un mese di distanza ancora non ho idea di come sia andato. O anche quello di Generale, il cui esito lo conosco bene, ma potendo scegliere ne avrei fatto volentieri a meno. Per cominciare, doveroso l'omaggio agli Haggard e al loro concertone in quel di Grafenhausen, 22/12. No, non state a cercare il paesino su Google Maps: non ne vale la pena. 4 case in croce, gli sparuti negozi chiusi (era sabato pomeriggio sotto Natale), i pochi abitanti assenti: secondo me erano nei campi a liberare le barbabietole dalla neve, o nelle miniere di sale, dove sarei andato io a lavorare se non avessi passato il test per psicologia. Musicalmente parlando ottima esibizione, nonostante le assenze pesanti di Ivica e Veronika; in compenso finalmente era presente Fiffi, protagonista su "Herr Mannelig" e in vari giochi pirotecnici. Momento top quando, al grido di Asis "ITALIANI! CAMPIONI DEL MONDO!!!" durante "Eppur Si Muove", ho sventolato fiero la mia sciarpa del Milan e Claudio l'ha presa e l'ha messa sul manico della sua chitarra, suonandoci il resto della canzone per la gioia dei milanisti presenti. Ripensandoci ha portato un po' sfiga, però è stato bello. Lo dico subito perchè è meglio sapere in anticipo che disgrazie ci attendono: ho in cantiere due interventi, uno in cui supplico pubblicamente la comunità di internet affinchè la smetta di intasarmi la casella email con lettere di catena di merda, e un altro in cui trascrivo un divertentissimo mp3 che descrive "il milanese modello". Oltre, ovviamente, a quello di Capodanno, in cui si analizza questo denso 2007 e si gettano le basi per un 2008 pieno di avventure. Obiettivo: sopravvivere. Il resto è grasso che cola. Bisognerà anche esaminare attentamente cosa ci offre la stagione primavera-estate 2008 in ambito concerti: al momento, l'unico tassello irremovibile è l'Italian Gods a marzo all'Alcatraz (ho già il biglietto). Si sussurra di tour europei per Månegarm e Jethro Tull, che se passassero da Milano a prezzi contenuti mi farebbero molto ma molto piacere; si sussurra anche che tornino in tour i Rush per celebrare i 40 anni dalla nascita della band, e la cosa mi farebbe ancora più piacere, anche se li ho visti 2 mesi fa spendendo l'Anticristo. Poi c'è il famigerato "Pagan Fest Tour" con Ensiferum, Korpiklaani, Moonsorrow, Tyr e Eluveitie: se arriverà nel Nord Italia ci sarò a prescindere, ma temo che si dovrà organizzare una spedizione per Pratteln o Salisburgo. Bah, io stacco e vado a vedermi qualche puntata di Naruto Shippuden. Che senso ha quest'intervento? Nessuno. Perchè, gli altri sì? December 10 CanzoniDunque, teoricamente questo intervento avrebbe dovuto essere un commento su un altro blog; ma siccome, per motivi oscuri e indipendenti dalla volontà mia e del proprietario del suddetto blog (penso comunque inerenti a Microzozz) non riesco ad accedere con il mio account, ho deciso di pubblicarlo qui.
L'argomento del post sono frasi di canzoni. Non ho scelto un tema o un genere particolare, ho semplicemente messo quelle che mi sono venute in mente in questo momento scorrendo la playlist. Sono comunque frasi che significano qualcosa per me... (ho intenzionalmente evitato frasi in tedesco, spagnolo, finlandese e altri deliziosi idiomi caratteristici dei gruppi che ascolto di solito) Se qualcuno volesse intervenire con le proprie, è ben accetto.
"Suddenly you were gone, from all the lives you left your mark upon."
(Rush, Afterimage) "No more wasted years, no more wasted tears, life's too short to cry, long enough to try."
(Helloween, March Of Time) "Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore, mentre fa correr via la macchina a vapore; e che ci giunga un giorno ancora la notizia, di una locomotiva come una cosa viva lanciata a bomba contro l'ingiustizia."
(Francesco Guccini, La Locomotiva) "Prima pagina venti notizie, ventuno ingiustizie, e lo Stato che fa? Si costerna, si indigna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità."
(Fabrizio de Andrè, Don Raffaè) "I watched as fear took the old man's gaze, hopes of the young in troubled graves; 'I see no day' I heard him say, so grey is the face of every mortal... Oooh people of the Earth, 'Listen to the warning' the prophet he said, 'For soon the cold of night will fall, summoned by your own hand'."
(Queen, The Prophet's Song) "Quick to judge, quick to anger, slow to understand; ignorance and prejudice and fear walk hand in hand."
(Rush, Witch Hunt) "I look out to the stormy sea, I wish upon a star; pulsating light to comfort me, but oh, it seems so far... So as I stand I realize, I wish that I'll be there, about to give up all my life and vanish in thin air; but I know, as I dream, all the world has passed me by; and I know I should do better for you and me tonight... I'm coming home."
(Gamma Ray, Insurrection) "As the guards march me out to the courtyard, someone calls from a cell "God be with you"; if there's a God, then why has he let me die...?"
(Iron Maiden, Hallowed Be Thy Name) "Sognai talmente forte che mi uscì sangue dal naso; il lampo in un orecchio, nell'altro il Paradiso; le lacrime più piccole, le lacrime più grosse, quando l'albero della neve fiorì di stelle rosse... ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek."
(Fabrizio De Andrè, Fiume Sand Creek) "As I open my eyes, I see soldiers in the fields, dead bodies on the ground, there are children inbetween; explosions shock the lands and evil shows its face; the one called Hister rises, this is the fall of grace."
(Haggard, Awaking The Centuries) "There are far worse things awaiting man than death; come taste what I have seen, I'm spreading my disease."
(Iced Earth, Dracula) "Coi capelli sciolti al vento, io dirigo il tempo, il mio tempo, là negli spazi dove morte non ha domini, dove l'amore varca i confini; e il servo balla con il re, corona senza vanità, eterna è la strada che va..."
(Banco Del Mutuo Soccorso, Il Giardino Del Mago) "Do you still remember December's foggy freeze? When the ice that clings on to your beard is screaming agony."
(Jethro Tull, Aqualung) "E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta, e il vento dell'ovest strideva gentile; in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti, mi hai preso per mano portandomi via."
(Modena City Ramblers, In Un Giorno Di Pioggia) "And as we wind on down the road, our shadows taller than our soul; there walks a lady we all know, who shines white light and wants to show how everything still turns to gold; and if you listen very hard, the tune will come to you at last; when all are one and one is all, to be a rock and not to roll."
(Led Zeppelin, Stairway To Heaven) "I can't do the talk like they talking on the tv, and I can't do a love song like the way its meant to be; I can't do everything but I'd do anything for you... I can't do anything except be in love with you."
(Dire Straits, Romeo And Juliet) "Ama e ridi se amor risponde, piangi forte se non ti sente; dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior."
(Fabrizio de Andrè, Via Del Campo) Se mi è concesso un ultimo commento... questa è musica, signori. Non la merda che passano in tv.
Long Live Rock 'N' Roll.
P.S. A dire il vero, ripensandoci, la prima frase ha un significato più concreto delle altre... recentemente, è morta una persona a me molto cara. Questa frase è dedicata a lei. Ciao Marisa. December 08 November talesSalve a tutti, miei irriducibili adepti che ancora frequentate queste pagine nonostante la totale assenza di contenuti sensati. Innanzitutto, doveroso menzionare l'altro concerto di quest'autunno, i Korpiklaani al Musicdrome il 26 ottobre. A dire il vero non ci sarei neanche dovuto andare, ma quel grand'uomo del defender Dario è arrivato a regalarmi il biglietto purchè gli mettessi a disposizione un posto letto per la notte, e direi che ne è valsa la pena: il gruppo era in gran forma, e ha suonato praticamente tutti i suoi classici live, come "Happy Little Boozer", "Cottages And Saunas", "Palovana" e "Beer Beer". Su quest'ultimo pezzo i folkeggianti finnici hanno da sempre l'abitudine di passare delle lattine di birra al pubblico nelle prime file, e sia io che Dario siamo riusciti ad accaparrarcene una (io l'ho praticamente strappata di mano a una tipa vicino a me, all'insegna della cavalleria...). Menzione d'onore per il bassista Jaarko, l'unico musicista al mondo superato in altezza dal suo stesso strumento. Per restare in tema, notevole la festa di compleanno organizzata da Dario in quel di Maslianico: circa una ventina gli invitati, quasi tutti metallari più o meno convinti, e davvero di buon gusto i regali: segnalo, tra gli altri, una coppia di guanti di pelle borchiati (io), una spada di legno da kendo, il dvd di Dio (il cantante, non la divinità... non guardatemi male, lo dico perchè c'è gente che ancora non ha capito la differenza :P), e soprattutto una PIPA, regalata da quell'intenditore di Dario Folk. Durante la serata sono stati consumati ben 5 tubi di birra, per cui alla fine eravamo tutti storti: la cosa si è notata soprattutto quando ci siamo messi a cantare "Rebellion" dei Grave Digger, cannando sistematicamente ogni nota, sotto lo sguardo sconvolto degli avventori "normali" del locale. Autentico protagonista della serata Cappe, il più sbronzo di tutti: a un certo punto, mentre era accasciato sul pavimento del bagno, ha ripreso vita all'improvviso, ha aperto il rubinetto del lavandino, ci ha infilato sotto la testa e si è addormentato lì. Un eroe. Ah già, stavo per dimenticarmene, ma nel frattempo sto continuando a frequentare l'università... anche se mi rendo conto che, con un gruppo come il nostro, la parola "frequentare" è leggermente fuori posto... In tutto ciò, ho anche iniziato a frequentare il forum "In Shadows And Dust Metal Community", creato da MrFrag e altri dissidenti espulsi dall'Evoforum. Posto poco, perchè là dentro sono tutti degli spammoni mostruosi e non riesco fisicamente a stare dietro ai 15.000 topic, ma non è male. Tra l'altro, si sta organizzando una capatina al prossimo concerto degli Haggard, il 22 dicembre a Grafenhausen (GER)... per ora siamo io, Mac, Jovan, amici suoi piacentini e Marco da Lugano, se qualcun altro vuole unirsi... mi sa che si attacca, perchè non abbiamo posto XD Per la serie "l'inutilità regna sovrana", si sta organizzando anche, per la seconda volta, una cena con i miei ex-compagni delle medie. La cosa stavolta non è partita da me, ma è un'idea di una ragazza dell'altra sezione, che ha poi trovato terreno fertile in mia madre (strano...). Il progetto di base è di riunire entrambe le classi: la loro ci sarà quasi interamente, noi finora abbiamo raccolto molte adesioni, 3. E, per come si è risolto tutto l'ultima volta, non credo ce ne saranno molte di più (anche perchè la persona che teoricamente dovrebbe chiamare la maggior parte delle ragazze ha già detto che non ci sarà). Oh, fanculo, alla peggio ci troviamo noi disperati e si va a farsi una birra. Ho anche ripreso a guidare. Sono riuscito a fatica a superare il trauma causato da un incidente in cui sono stato coinvolto la sera dopo il concerto dei Rush, la prima volta che provavo la strada per andare da Roberta in macchina. Non entrerò nei dettagli: dico soltanto che, sebbene non abbia avuto alcuna responsabilità (tant'è che non si è parlato di multe nè di punti tolti dalla patente), lo shock è stato pesante, ma ormai appartiene al passato. Ora, sebbene non possa dire di guidare "volentieri", non ho problemi a prendere la macchina quando è necessario. E con un adeguato supporto musicale nell'autoradio, devo ammettere che riesce tutto molto meglio... Last but not the least, ho recentemente festeggiato 2 mesi insieme a Roberta. Ci sono stati alti e bassi, qualche incomprensione, ma anche tanta tenerezza e felicità... nel complesso mi ritengo più che soddisfatto. Ne abbiamo passate di tutti i colori prima di deciderci a fare questo passo insieme; personalmente, sono più che mai intenzionato a continuare ancora per molto tempo. Spero che anche per lei sia così. Anzi, ne sono sicuro. Boh, io chiuderei anche qui. Cercherò di non far passare un altro mese prima del prossimo intervento... voi intanto statemi bene e non fate troppo bordello.
December 01 A night to remember: Helloween + Gamma Ray live at Alcatraz 28/11/2007Rieccomi! No, non mi hanno rapito e deportato in Siberia; ho avuto un po' di casini privati e soprattutto universitari, di cui forse farò menzione nel prossimo intervento. La missione di oggi è spendere due parole sul concerto di mercoledì sera all'Alcatraz, seconda tappa italiana dell'Hellish Tour 2007, che ha visto alternarsi sul palco per la prima volta i due colossi del power teutonico: Helloween e Gamma Ray. Le due band si presentano in Italia forti del successo dei loro nuovi album, rispettivamente "Gambling With The Devil" (che ha riportato le Zucche a standard di qualità e freschezza a cui non assistevamo dai tempi di "Better Than Raw") e "Land Of The Free Part 2" (ottimo ritorno a classiche sonorità power, infarcite di riferimenti a Maiden e Judas Priest): le premesse per una grande serata ci sono tutte. Giungo verso metà pomeriggio all'Alcatraz, dove incontro Danny e alcuni amici e insieme si attende più o meno serenamente l'apertura dei cancelli. Il primo gruppo a salire sul palco sono i tedesci Axxis, che fanno da apripista con una discreta esibizione a metà tra l'hard rock anni '80 e il classico power tedesco: qualche pezzo ha una certa carica, ma la band appare in generale abbastanza statica; fa davvero eccezione il cantante, voce stridula alla Rob Halford, che si muove come un forsennato per tutto il palco (peraltro con delle movenze esageratamente effeminate e ridicole). Nel complesso, tre quarti d'ora di musica che passano abbastanza agevolmente, in attesa del primo dei due piatti forti... Piatto forte che arriva verso le 20, quando nell'Alcatraz gremito dalla folla si diffondono le note di Welcome: uno dopo l'altro, Dan Zimmermann, Henjo Richter, Dirk Schlachter e Kai Hansen salgono sul palco e attaccano con Heaven Can Wait, insolita opener ma di indubbio valore, che subito scalda il pubblico a dovere. Si prosegue senza sosta con New World Order, altro classico live, che evidenzia uno dei pochi problemi della serata: l'acustica del locale, che penalizza il microfono in favore delle chitarre; Kai non sembra comunque curarsene granchè, e svolge il suo difficile compito di frontman-chitarrista con grande energia, così come lo scatenato Dirk; piuttosto anonimo invece l'altro chitarrista Henjo. La classicissima Land Of The Free dal primo omonimo album, e l'anthemica Fight da "Majestic", continuando con Real World (unico estratto dal nuovo lavoro) sono l'ideale per far scatenare e scapocciare i presenti, prima di un'altra gemma, uno dei pezzi migliori della discografia dei Raggi Gamma: l'acclamatissima Rebellion In Dreamland, che viene però brutalmente tagliata poco dopo il secondo ritornello per lasciare spazio ai cori di Heavy Metal Universe e ai consueti botta e risposta tra Kai e il pubblico; in tutta onestà, niente di tutto ciò regge il paragone con la canzone che lo ha preceduto. La lenta e struggente The Silence, direttamente dal debut "Heading For Tommorrow", è l'ideale per riprendere fiato, anche se mette in difficoltà il buon Hansen con le sue difficili linee vocali (inevitabile, essendo un pezzo scritto per l'ugola ben diversa di Ralf Scheepers). Giunge il momento di un altra poderosa scarica di metallo con Ride The Sky, il più potente pezzo scritto da Kai nella sua militanza con gli Helloween, che però viene anch'essa tagliata per lasciare spazio a Somewhere Out In Space, per l'occasione suonata in una "extended version" di quasi otto minuti. A Send Me A Sign il compito di chiudere l'esibizione, un po' penalizzata da scelte di scaletta poco sensate (un solo pezzo nuovo in quello che è un tour promozionale), ma nel complesso più che positiva, come sempre avviene con i Gamma Ray. Qualche minuto di pausa e sul palco compare la scenografia degli Helloween, che raffigura la scena presente sulla copertina di "Gambling With The Devil", con tanto di diavolo e ruota della fortuna. Gli imponenti musicisti entrano in scena con i 13 minuti di Halloween, capolavoro tratto dal primo Keeper, che mette subito in luce l'ottima forma del cantante Andi Deris, vero mattatore della serata. Dopo i ritmi serrati di Sole Survivor, si ritorna nell'era-Kiske con March Of Time, dove i noti problemi di audio penalizzano Deris, che comunque non sfigura in un pezzo molto difficile da cantare (nonostante un grossolano errore nell'attacco della seconda strofa). Si prosegue con As Long As I Fall, singolo dell'ultimo album, e con la potente We Burn, tratta da "Time Of The Oath", che evidenziano l'ottima presenza scenica degli Helloween (che, bisogna ammetterlo, è superiore a quella del gruppo che li ha preceduti); arriva quindi il momento della splendida A Tale That Wasn't Right, dove Deris dimostra a quanti lo criticano che, sebbene la sua voce e il suo talento non siano paragonabili a quelli di quel fenomeno di nome Michael Kiske, lui è certo un degno successore. Momenti di ordinaria follia durante il drum solo di Dani Loeble: prima Deris, Gerstner e Grosskopf si cimentano in una surreale esecuzione di Smoke On The Water con le voci modificate al computer, quindi Weikath li fa fuori tutti imbracciando un mitra-giocattolo. Si ritorna seri con la monumentale The King For 1000 Years, unico estratto dal contestatissimo "The Legacy", per poi fare un tuffo nella leggenda con la mitica Eagle Fly Free: in uno dei pezzi dove i suoi detrattori lo attendevano al varco, Deris mostra ancora una volta il suo valore con un'ottima interpretazione, pur abbreviando parecchio l'acuto finale. Il chorus vincente di The Bells Of The Seven Hells e la sempreverde Dr. Stein (forse l'unico pezzo dove il bravo Andi ha lasciato un po' a desiderare) accompagnano l'uscita dal palco dei 5 musicisti che, invocati a gran voce, ritornano poco dopo per cimentarsi in un lungo e intenso medley, dove trovano posto I Can, Where The Rain Grows, If I Could Fly, Perfect Gentleman, Power e, dulcis in fundo, l'emblematica Keeper Of The Seven Keys. A prima vista sembra che il concerto sia finito, ma il meglio deve ancora arrivare... sì, perchè sul palco ritornano gli Helloween accompagnati da tre ospiti molto speciali: Henjo, Dirk e il grande Kai Hansen! La super-band scatena l'entusiasmo popolare con i due pezzi forse più coinvolgenti dell'era-Keeper, ovvero Future World e I Want Out, dimostrando grande affiatamento e divertimento nel suonare, a dispetto dei noti, presunti screzi tra Hansen e Weikath. Ora è davvero finita, e ai presenti non resta che tornare a casa soddisfatti ed emozionati. Due ottime prestazioni dunque, ma a mio parere la palma di migliori l'hanno meritata gli Helloween, forti come detto di una maggiore presenza scenica, di una scaletta originale e intelligente (ottima l'idea di censurare il mediocre "Rabbit Don't Come Easy" e ripescare nei primi due album con Deris), e anche di un frontman che ha dimostrato, una volta di più, che i pareri negativi su di lui sono più frutto di stupidi pregiudizi e paragoni impossibili che di dati di fatto. Un ulteriore ringraziamento ai miei compagni di avventura che ho beccato prima, durante e dopo il concerto: quindi Danny e il suo gruppo, mio fratello, Stefano, l'utentessa Xania dell'Haggard Forum e Mattia di Como. Ancora una volta, Heavy Metal Is The Law!! |
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